Page 311 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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IV Sessione: IL MERITO E L’EMANCIPAZIONE LAVORATIVA                        311

          Le donne nel polo industriale di Terni



          Avv. Rita Iacuitto 1




                lla vigilia del Primo Conflitto Mondiale Terni, da città prevalentemente agri-
          A cola, si trasformava in città industriale, fino a divenire la “Manchester” italiana!
          Grandi Uomini - dalla Finanza allo Stato Maggiore, dalla Grande Industria e dalla
          Chiesa - capivano che le risorse naturali locali andavano valorizzate: ad esempio, la
          posizione geografica strategica – a metà tra terra e mare, a differenza di Torino, Bre-
          scia e Mongiana, in Calabria. Brevemente, alcuni nomi che hanno con la loro lungimi-
          ranza valorizzato il territorio ternano: il Ministro Ammiraglio Benedetto Brin, il capi-
          tano dello Stato Maggiore Luigi Campofregoso, l’imprenditore vicentino Alessandro
          Rossi, l’ing. Vincenzo Stefano Breda, l’imprenditore belga Cassian Bon.
             Ben quattro ministeri (M. della Guerra, M. dei Lavori Pubblici, M. dell’Agricoltura
          Industria, Commercio, M. delle Finanze) si interessavano attivamente alla rivoluzione
          industriale ternana, e la sinergia tra mondo politico e realtà imprenditoriale diede luo-
          go al polo industriale di Terni.
              Contestualmente, il Comune umbro si attivava per facilitare tale sano connubio,
          procedendo con importanti espropri per pubblica utilità .
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             Per comprendere il fenomeno del movimento di emancipazione femminile negli
          anni a cavallo tra il XIX ed il XX secolo è opportuno trattare prima della S.A.F.F.A.T.,
          della Regia Fabbrica d’Armi e, poi, dello Iutificio Centurini: le principali fabbriche
          ternane in cui, almeno fino alla Grande Guerra del ’14, la manodopera femminile si
          concentrava su valori fino all’80% solo nell’ultimo stabilimento richiamato.
             La Società degli Alti Forni e Fonderie di Terni (S.A.F.F.A.T.) era stata realizzata
          per la necessità di disporre di un’industria siderurgica nazionale e per questo lo sta-
          to centrale “intervenne” successivamente ma solo sul finire del XIX secolo, con la
          consapevolezza che occorreva potenziare le risorse naturali territoriali per superare
          da un lato l’arretratezza economica e poi, dall’altro, la sudditanza politica alle vicine
          super-potenze - Francia ed Inghilterra. L’entrata in guerra ne divenne l’occasione.
             Dopo l’Unità d’Italia, l’Ammiraglio Benedetto Brin presentava un progetto di


          1  Avvocato del Foro di Perugia.
          2  Sul punto, di particolare interesse risulta essere il verbale dell’8 agosto 1872 per l’edificazione opi-
             fici come la Fabbrica d’Armi, Le Acciaierie, lo Iutificio Centurini.







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