Page 314 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 314
banistica moderna, con case per gli operai ed una politica sociale nei confronti di tutti gli
abitanti e non solo a vantaggio della minoranza delle duecento principali famiglie locali.
Accanto al polo industriale “bellico” si collocarono stabilimenti “ausiliari” con
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provvedimenti governativi , tra i quali lo Iutificio Centurini .
La presente indagine è stata resa possibile attraverso lo studio attinto dal ma-
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teriale raccolto – ad opera dello storico Pompeo De Angelis e della studiosa Gisa
Giani, e poi trasfuso nel Fondo omonimo, custodito all’Archivio di Stato a Terni,
nonché dal testo della Prof. Bruna Antonelli : Terni Donne dallo squadrismo fascista alla
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liberazione: 1921/1945 .
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Era noto che lo Jutificio Centurini fosse un’azienda prevalentemente di lavoratrici:
non era un mistero che molte delle lavoratrici fossero ragazze madri e di estrazione
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rurale , diversamente da altre aziende locali come le Acciaierie e la Fabbrica d’Armi.
Occupava una vasta area compresa tra la Fabbrica d’Armi ed il fiume Nera, dal qua-
le ricavava energia idroelettrica. I macchinari erano stati quasi tutti importati dall’Inghil-
terra; la juta, materia prima, veniva utilizzata per la produzione di sacchi di imballaggio.
Il periodo migliore per quanto riguarda la produzione fu quello compreso tra gli
anni 1903 e 1908.
6 Nella provincia ternana vennero emanati una serie di decreti di ausiliarità per Le Officine Bosco, La-
nificio Gruber, Miniere di lignite di Narni, Forni Elettrici ed Elettrocarbonium, lo Jutificio Centurini,
Linoleum, Clitumno, Carburo, SEIC, Impresa Pallotta, Cooperativa Arti Meccaniche e Metallurgiche.
7 Terni città dinamica nel contesto di una guerra di posizione, Edizione Morphema, 2015, RITA IACUITTO,
Lo Iutificio Centurini, dalle Origini alla Prima Guerra Mondiale. La Cultura della fabbrica ed il ruolodell’eman-
cipazione femminile nello sviluppo della Comunità locale.
8 De Angelis P., Storia di Terni, voll.I-VI,2009, ISTESS. In modo particolare, il vol.Iv: Dall’invasione
francese all’Acciaieria.Giani Gisa, Fondo Gisa Giani, Archivio di Stato di Terni. Si precisa che la
documentazione raccolta in Fascicoli e cartelle presenta carattere frammentario proprio perché si
tratta di fonti storiche non manipolate.
9 Storica locale ben nota nel mondo accademico italiano e Professoressa di Storia e Filosofia al liceo
classico “ Parini” di Milano; successivamente al liceo scientifico “Renato Donatelli” di Terni.
10 In questa opera di circa 500 pagine ho avuto l’onore di collaborare - come indicata nella prefazione
e nella bibliografia- in una piccolissima intervista alla sig.ra Italia Miniucchi Angelelli, imprenditri-
ce femminile degli anni 30-60 a Terni.
11 La fabbrica prende il nome dal proprietario. Sorta per iniziativa di Alessandro Centurini, tra il
1884 ed il 1886, produceva filati e juta. Inizialmente presentava notevoli dimensioni: già nel 1893
occupava circa 1.300 unità lavorative, di cui 1.100 donne.
12 Si trattava di lavoratrici, che, diversamente, però, dalle grandi aziende ternane, come le Acciaierie e la
Fabbrica d’Armi, il cui nucleo centrale proveniva da città non umbre, le operaie della Centurinierano
reclutate nei paesi limitrofi: da Collescipoli, Stroncone, Papigno, Campomicciolo e zone del reatino.
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