Page 316 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
P. 316
LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 316
che il primo sciopero risaliva al 1874 attraverso le dipendenti del Lanificio Gruber ;
14
quindi nel 1893, sempre con predominanza femminile operaia, fu lo Jutificio Centu-
rini e solo nel 1888 si registra il primo sciopero tra gli operai della S.A.F.F.A.T (con
prevalenza manodopera maschile!): ancora gli uomini non erano al fronte e, quindi, si
potrà asserire con serenità che il diritto di sciopero, almeno a Terni, matura nell’am-
biente femminile. Nel tessuto ternano avevano giocato vari fattori, in particolare per
la fabbrica della juta.
15
Come ha scritto una studiosa locale , in merito alla composizione e alla cultura della
classe operaia ternana, …‹‹ [era] formata in gran parte da elementi di elevata capacità professionale,
16
orgogliosi del proprio mestiere, riluttanti “all’abuso di far passare anche i contadini come operai” ››:
in particolare, si evidenziava nelle fonti storiche -che di seguito più volte si richiamano-
quanto fosse difficile il rapporto tra operai all’interno della fabbrica Centurini.
Si trattava di una classe operaia formata da unità di genere femminile e non autoc-
tono, perché proveniva da comuni limitrofi, da campagne e, quindi, risultava sprovvi-
sta di competenze e di abitudini proprie della fabbrica.
“Indisciplinate, disorganizzate, cenciose”: sono questi i termini con cui vengono descrit-
ti i comportamenti della maggior parte di loro nei fascicoli personali con riflessi, dap-
prima sul piano disciplinare e poi su quello economico: sanzioni forti che addirittura
arrivavano a dimezzare la retribuzione settimanale .
17
Le condizioni ambientali della Centurini erano però senz’altro peggiori rispetto
alla Gruber; infatti così si esprime Giuseppina Migliosi: “me vergognavo da stà a lavorà
[da Centurini]. Quando i ragazzi venivano lì davanti, facevano la corte a qualcuna, dicevano “come
puzzi de juta, come puzzi…” uno se mortificava. Allora dopo m’hanno preso alla Gruber. Quando
se usciva da quello stabilimento lì, i ragazzi si mettevano lì davanti a aspettare la fidanzata, ossia
a qualcuna che facevano la corte lì chiamavano – “signorina!”- invece, uscivi da Centurini e comin-
ciavano a dì che puzzi de juta, io ero signorina e allora me accompagnavo colle signorine come me.” 18
Interessante, a proposito dello stabilimento Centurini, il giudizio riportato nel
14 Jutificio Centurini:scioperi per condizioni salariali, trattamento, ambiente di lavoro, riscaldamento,
vertenze per premio di guerra, salario, caro-viveri, carenza di servizi igienici. Dati ripresi dal Fondo
Gisa Giani, disamina fascicoli delle operaie.
15 Porcaro M.R., in Fondo Gisa Giani, fasc.45, Archivio di Stato di Terni.
16 R.Manelli, il movimento operaio a Terni nella seconda metà dell’ottocento, Terni, 1959, p. 28.
17 Su un giornale socialista, qui spesso richiamato, molto spesso venivano riportati episodi “ingiusti”
di sanzioni disciplinari irrogate alle operaie ma, peggio ancora, intimidazioni che le gerarchie di
fabbrica muovevano nei confronti delle lavoratrici durante il loro turno di lavoro.
18 Portelli A., Biografia di una città, p. 98.
IV-sessione.indd 316 05/05/16 10:33

