Page 317 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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IV Sessione: IL MERITO E L’EMANCIPAZIONE LAVORATIVA 317
1901, nel giornale , secondo cui: “gli scioperi della Centurini avevano fama di poca serietà; ed
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appunto perché tali fallivano sempre”.
Dai giornali locali e dalle cronache raccolte in quel periodo emerge “una conflittua-
lità che esplode violentemente e rifluisce rapidamente, di manifestazioni di rabbia contro un sistema
di fabbrica che tende a comprimere ogni forma di libertà individuale e collettiva ”
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Un attento lettore potrà ricordare che i ritmi, l’ambiente, le abitudini, i tempi di la-
voro rurali e quelli industriali erano completamente diversi tra loro: la comunità aveva
proprie regole a seconda del contesto sociale in cui si viveva ed operava.
Tali diversità, connesse alle “diverse” organizzazioni sociali, urbana e rurale, pre-
supponeva regole, comportamenti, modelli di vita completamenti distanti gli uni dagli
altri, inconciliabili e fonte di conflitti.
Interessanti le testate giornalistiche locali: “La Turbina”, per il partito socialista,
“l’Unione liberale”, “la Sommossa” per gli anarchici.
Il problema del lavoro femminile in fabbrica tra fine Ottocento ed inizi Novecen-
to costituisce una tematica classica: nota è l’ampia pubblicistica sulla condizione di
fabbrica ed il suo essere causa di forme di degradazione fisica e morale che portarono
a scioperi : unica forma di partecipazione all’attività politica per le donne!
La “particolarità” della fabbrica Centurini, come già evidenziato, rispetto all’altra fab-
brica locale – Lanificio Gruber, consiste proprio nel rapporto tra fabbrica e città: nel
19 “La Turbina”, 22 giugno 1901.
20 Porcaro M.R., in Fondo Gisa Giani, fasc.45, Archivio di Stato, Terni.
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