Page 322 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      322


          ziava un’operaia, chiedeva se questa disgraziata avrebbe trovato il modo di vivere se non gli toglieva il
          pane di bocca? No, egli non si è mai curato di questo, egli non ha mai avuto compassione di nessuno,
          egli era un tiranno,un despota, una iena che gioiva solo quando poteva far male a coloro che gli erano
          sottoposti, dimentico affatto del tempo in cui anche lui era uno sfruttato. 33
             Di un caporeparto si dice ancora: ‹‹egli è un vero despota, un tiranno verso le sue operaie
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          in generale›› .
             L’oppressione sociale. Ma l’oppressione sessista presente nella fabbrica e nei
          luoghi di lavoro si manifesta anche nella società perché, se una donna “estremamente
          coraggiosa” conquista una libertà e riesce a partecipare alle riunioni della Camera del
          Lavoro, finisce con il provocare “tali e tante ciarle” e riesce a farsi affibbiare l’epiteto
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          di “civetta” o peggio di “sgualdrina” .
             La solidarietà tra donne. Impegno sociale ed organizzativo. Così scriveva Car-
          lotta Orientale: ‹‹Bisogna ricordare che noi siamo tutte sfruttate, tutte compagne, sorelle di lotta
          e di sacrificio. Ed invece di guardarci in cagnesco l’un l’altra, sfuggirci ed evitarci come nemiche o
          avversarie noi dobbiamo unirci, stringerci formare una colonna compatta ed insormontabile e tutte
          insieme, come una sola, lottare contro il comune nemico…››. 36
                 Si riporta un’intervista fatta alla Orientale da Mara Passagrilli:
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             Roma , 9 maggio 1978 – Incontro  di Mara Passagrilli con Carlotta Orientale.
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             «Il Sig. Ario Martella mi ha accompagnato a trovare Carlotta in via della Pineta Sacchetti;
          dove si trova la casa di riposo, “creatura di Fanfani” (così mi ha detto). La casa è un edificio model-
          lo, molto confortevole, con un ampio ingresso illuminato. L’impressione favorevole dura poco, infatti
          entriamo con il sig. Ario nella sala di lettura, refezione e tutto il resto, e qui l’odore dell’umanità
          in declino, che aspetta la morte, la fine fisiologica, mi fa venire voglia di voltarmi indietro e scappare
          di corsa. Tutto ciò che rimane a questi vecchi è solo il ricordo. Ma devo vedere Carlotta, e più della
          curiosità mi spinge a farlo l’emozione o meglio lo stupore che certamente proverà nel parlare con la
          protagonista di quello che è stato il movimento femminile all’inizio del secolo.
             Carlotta è una protagonista oscura, molto dimenticata, ma proprio per questo reale, autentica

          33   Wanda [ Carlotta Orientale], in “La Sommossa”, 22 gennaio 1916.
          34   Wanda [ Carlotta Orientale], in “La Sommossa”, 22 maggio 1914.
          35   Wanda [ Carlotta Orientale], in “La Sommossa”, 14 giugno 1914.
          36   Wanda [ Carlotta Orientale], in “La Sommossa”, 19 luglio 1914.
          37   Le note sono state aggiunte, mentre l’intervista riportata sopra è integralmente riprodotta come
             nel documento raccolto e dattiloscritto dalla storica Gisa Giani ed inserito successivamente nel
             Fascicolo 45, busta 445 – Fondo Gisa Giani.
          38  Fondo Gisa Giani, Archivio di Stato Terni, Fasc. 45, busta 445. Intervista di Mara Passagrilli con
             Carlotta Orientale.







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