Page 323 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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IV Sessione: IL MERITO E L’EMANCIPAZIONE LAVORATIVA 323
protagonista. Eccola, di statura alta , un po’ curva sui suoi 85 anni, il viso appena scavato dall’età,
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lungo, il naso aquilino assai pronunciato, i capelli bianchi tutti indietro fermati da un cerchietto di
osso, cerchietto che le ho visto in tutte le fotografie di quando era più giovane mostratemi dal nipote.
É molto lucida, ha una parlantina veloce e sciolta, e fatte le presentazioni andiamo io, lei, il sig.
Martella a pranzo fuori, in un ristorante poco lontano.
Carlotta è felice di rivedere l’amico del marito Ennio e per un po’ parlano tra loro degli amici in
comune, delle cose a loro familiari. Fabio, il nipote, va spesso a trovarla e lei si duole con il sig. Mar-
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tella che non abbia voluto proseguire gli studi . Comincia così il dialogo con Carlotta, la quale mi
si rivolge ricordando la morte dell’unica figlia Nora, malata di cancro, nel 1967 all’età di 38 anni.
Poi mi parla del marito, Ennio Mattias, morto nel 1975, e dei suoi amici che ancora la vanno a
trovare. Carlotta mangia con un appetito formidabile mentre la voce le diventa più squillante quando
mi racconta del periodo giovanile, quello che le sta più a cuore, come a tutti i vecchi.
“Allora come andarono le cose quando guidò la protesta delle operaie dello jutificio?” Le doman-
do. E lei comincia senza smettere di mangiare, con una copiosa quantità di nomi e particolari. Di
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quel 6 maggio 1916 , quando la Orientale alla testa di molte altre operaie dello jutificio fronteggiò
la polizia e marciò lungo viale Brin, so già abbastanza, l’ho letto nei numeri della Sommossa del
tempo, e vorrei sapere del dopo, degli anni cioè fino alla prima guerra mondiale e poi dal dopoguerra
al rientro in Italia dalla Francia di lei, del marito, Mattias e della figlia. Mi fa piacere comunque
riascoltare da lei che si infervora, come fu e come non fu, perché venne arrestata, quando fu rilasciata,
39 «[ il suo aspetto fisico] è quello di una ragazza alta, slanciata, con gli occhi chiari ed i capelli folti,
che veste assai modestamente. Non bella possiede tuttavia in misura marcata qualità insolite per
le donne di allora.» Gisa Giani, Donne e vita di Fabbrica a Terni, ed. Sigla Tre, pp61 e ss.Di lei,
sul suo aspetto fisico e non solo, alcune compagne e compagni dichiarano:» Era una donna alta,
che portava un gran ciuffo di capelli, tanta bella donna [ Angela Locci]…« un’agitatrice, faceva dei
comizi, agitava le donne, ha condotto delle battaglie sindacali fortissime [ Remo Righetti]…«aveva
sentimenti così fini, era una poesia addirittura [ Gaetano Cruciani]….« ‘na gran brava compagna,
d’azione; Carlotta era ‘na lavoratrice, faceva a botte [ Giuseppe Giovannetti]…» « lavorava in tessi-
tura, dirigeva tutto essa, quello che dovevamo fa’ [ Irene Guidarelli] »Alessandro Portelli, Biografia
di una città, pp102-103. L’Autore scriveva: « “ Nel pubblico non gode stima per la sua non buona
condotta morale; ha carattere vivace, altezzoso,di scarsa educazione e di limitata cultura, avendo
frequentato appena la IV elementare” si legge nel suo fascicolo al casellario politico centrale; ma
quando fu processata nel 1916 “fece una splendida autodifesa”».
40 L’intelligenza e la forza di Carlotta Orientale si misurano in questo “disappunto” verso il nipote
che aveva abbandonato gli studi: seppur di IV elementare, Carlotta aveva compreso l’importanza
della Cultura.
41 Carlotta Orientale: «Lavoravo allo stabilimento. Da Centurini.Me ricordo che me buttarono a ter-
ra, me rovesciarono su la polvere. Poi me ricordo che me buttarono a terra, me rovesciarono sulla
polvere.poi me ricordo che mi tiennero un giorno in carcere. …» Alessandro Portelli, Biografia di
una città, pp102-103.
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