Page 327 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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IV Sessione: IL MERITO E L’EMANCIPAZIONE LAVORATIVA                        327


             Vennero fatti affiggere manifesti in tutta la città per spiegare lo scopo e l’urgenza
          dell’iniziativa. Terni rispondeva positivamente e molte donne si offrirono di confezio-
          nare gli indumenti sia recandosi a lavorare presso il teatro sia portandosi la lana a casa.
             Dai documenti conservati presso l’Archivio Storico del Comune risulta che alme-
          no cinquecento donne parteciparono all’iniziativa.
              Inoltre anche intere classi di alunne delle elementari con le loro maestre si reca-
          rono presso il Teatro Verdi per partecipare alla confezione degli indumenti di lana per
          i nostri soldati.
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             L’Unione Liberale commentò così l’iniziativa. «Le donne in quest'ora storica, non
          potendo dare il loro braccio per impugnare un' arma, offrono la loro mano per dare
          soccorso ai feriti, per eseguire lavori di cucito, indumenti di lana indispensabili per i
          nostri fratelli al fronte nei rigori dell' inverno. Anche la nostra Terni, non inferiore per
          sentimenti d'amor patrio a nessuna delle città sorelle mostra una viva gara di attività:
          signore aristocratiche, brave insegnanti, umili popolane, fanciulle gentili, tutte si adoperano in pro dei
          fratelli che combattono. Il laboratorio della lana situato nella più bella sala del teatro Verdi è una
          palestra di operosità fattiva. Vi si osservano in bell’ordine grandi pacchi di calze, sciarpe, ginocchie-
          re, guanti polsini, ventriere, tutti oggetti destinati al fiore d’Italia che è al fronte. Ivi la ricca dama
          affabilmente fraternizza con le popolane, con le maestre; queste con amore si chinano sui lavori delle
          piccole alunne delle elementari…Oh benedette le vostre mani dame e fanciulle italiane, benedette voi
          tutte che vibrate di un unico palpito nella vostra opera buona…».


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             Il 13 febbraio 1915 un giornale  locale scriveva:
             ‹‹mai una donna dovrebbe essere assente dalla vita politica lasciando che una parte sola dell’u-
          manità sia arbitra anche dei destini dell’altra. Ma se vi fu un momento in cui l’assenza sia colpevole
          il silenzio quasi un delitto, è questo, o madri, spose, sorelle, donne d’Italia››.
             Da altro punto di vista -il pensiero liberale dell’epoca, raccolto da “l’Unione Libe-
          rale” di Terni, del 13 novembre 1915 scriveva:
             ‹‹….un’anima nuova entri nella vita pubblica; un’anima che, non recando il sentimento di an-
          tiche convinzioni, di antichi odii, la nostalgia delle violenze vittoriose e rapaci, è più viva, più fresca,
          tutta dell’oggi e protesa verso tutto l’avvenire. Siate voi l’anima nuova, o compagne, e sorelle. Voi
          date energie alla civiltà presente, è giunto che vogliate salvarla››.
             ‹‹Da tutte le città italiane giunge l’eco soave d’un lavoro mirabile pieno di abnegazione per la
          mobilitazione civile che riunisce spiritualmente nel grande affetto di patria di tutti i cuori italiani››.

          45  Unione Liberale, 13 novembre 1915.
          46  La Turbina, 13.2.1915.







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