Page 329 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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IV Sessione: IL MERITO E L’EMANCIPAZIONE LAVORATIVA                        329


             In Umbria e nel resto dell’Italia questa è la visione politica come già ricordato
          porterà il Paese al suffragio universale solo nel 1946, con il voto sul referendum per
          la forma di stato.
             Un giornale di Spoleto del 1877, “l’Eco dell’Umbria”, scriveva a proposito della
          condizione femminile, della “missione della donna” nella vita pubblica attraverso an-
          che il diritto di voto.
             In altro articolo di altra stampa locale , si riteneva che “la donna deve provocare ed
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          interessarsi per la propria causa con tutti gli sforzi possibili, onde avviarsi verso l’emancipazione, fa
          d’uopo lottare energicamente contro il dominio che l’uomo, per abitudine, mantiene sulla donna, non
          ne tiene alcun conto, anzi opera come non esistesse.”
             Già prima della Grande Guerra, negli anni 1880/1890, la stampa locale si occupa-
          va del problema dell’emancipazione femminile, vista come un aspetto particolare del
          più ampio discorso della questione sociale. 48
             In una precisa ordinanza comunale, il Sindaco Fabri , indirettamente e a propo-
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          sito dei grandi scioperi delle Centurinarie, riconosceva come le donne fossero una
          grande forza-lavoro che durerà almeno fino al termine della Prima Guerra Mon-
          diale. Se è concesso, attraverso l’analisi delle fonti utilizzate nella presente ricerca
          e grazie agli studi mirabili di Gisa Giani, si potrebbe affermare che il movimento
          operaio a Terni sia stato fortemente influenzato dalla presenza massiccia delle don-
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          ne : lo sciopero del 1884 dello Jutificio, come già ricordato.
             Di sicuro ciò avveniva nel tessile, con una percentuale femminile di oltre il 90%
             Il movimento sindacale partiva da questo specifico ramo industriale fino a ri-
          guardare i settori meccanici, siderurgici ed infine chimici, come riportato dalle rivi-
          ste di allora -e ricordato in questo lavoro di ricerca: la rivista socialista “La Turbina”
          e quella degli anarchici “La Sommossa”, alla quale ha ampiamente collaborato Car-
          lotta Orientale, anche con lo pseudonimo di “Wanda” per evitare ritorsioni padro-
          nali e “reazioni” da parte della Pubblica Sicurezza.
             Non si potevano trascurare anche il ceto aristocratico e poi quello borghese nel
          movimento emancipazionista femminile: interessante è la testimonianza riportata


          47  Il Cittadino ternano, Terni, 24 luglio 1880.
          48  Giani G., Donne e vita di fabbrica a Terni, Editrice Sigla Tre, 1985, p.11.
          49  Ordinanza comunale, 23 febbraio 1884, in L’Unione Liberale.
          50  Giani G., Donne e vita di fabbrica a Terni, Editrice Sigla Tre, 1985, p.15. Interessante il giornale in cui
             si accennava a “alla possibile costituzione di una società operaia femminile di educazione di mutuo
             soccorso”.







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