Page 334 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 334
A partire dalla metà degli anni Novanta,
intraprese anche numerose battaglie in dife-
sa dei diritti dei più deboli. Il suo primo im-
pegno fu a favore dei Macchiaioli, uno tra i
movimenti più significativi e innovativi della
pittura italiana dell’Ottocento, formatasi a
Firenze attorno al 1855. Del gruppo, di cui
la Franchi divenne amica, facevano parte
Giovanni Fattori, Adriano Cecioni, Silvestro
Lega. Pittori molto poveri che la giornalista
con i suoi articoli rese famosi in Italia e all’e-
stero.
Sempre a Firenze, nell’ambito della sini-
stra democratica, dal 1896 fece parte della Fe-
derazione femminile della Camera del lavoro
e successivamente, come vicesegretaria, del
Anna Franchi nel 1903 Consiglio direttivo della Lega Toscana per la
tutela degli interessi femminili, che si dedica-
va soprattutto alle questioni di “femminismo pratico”. In veste di delegata della Camera
del lavoro, sostenne la protesta delle trecciaiole di Brozzi, Signa, Campi, Peretola, che
rivendicavano salari migliori. Il settore della paglia, molto sviluppato nella provincia di
Firenze, era infatti entrato in crisi nel 1885 per l’importazione dalla Cina di trecce di pa-
glia di riso, che venivano immesse sul mercato a prezzi insostenibili per la concorrenza.
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Ciò aveva portato i produttori toscani a ridurre i compensi delle lavoranti.
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Trasferitasi a Milano nel 1900, fu la prima donna italiana a iscriversi come profes-
sionista all’Associazione lombarda dei giornalisti, la seconda dopo Anna Kuliscioff,
che però era russa.
Due anni dopo rientrò a Firenze, come inviata de Il Corriere Toscano e del Giornale
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di Sicilia, per seguire, unica donna, tutte le sedute del famoso processo Palizzolo, per
5 Le trecciaiole ritenevano invece i fattorini (gli intermediari tra le lavoranti di trecce e i commer-
cianti), gli unici responsabili dei loro modesti compensi. Dal fattorino dipendevano infatti altri sot-
tofattorini i quali, per aumentare i loro introiti, diminuivano ulteriormente il salario delle lavoranti
della treccia.
6 La Franchi si iscrisse all’Associazione lombarda dei giornalisti il 22 marzo del 1900, come risulta da
un documento conservato nella sua cartella personale, all’Ordine dei giornalisti della Lombardia.
7 Dal 1906 si stabilì definitivamente a Milano.
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