Page 339 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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IV Sessione: IL MERITO E L’EMANCIPAZIONE LAVORATIVA                        339


          scrittrice ne La mia vita – veniva intonato l’Inno di Mameli «Dov’è la vittoria? Le
          porga la chioma, Che schiava di Roma Iddio la creò…», le lacrime le scendevano
          copiose. In quei momenti nelle sue vene sentiva quel fremito che da bambina ave-
          va provato sotto la quieta lampada a petrolio, nel salotto di damasco giallo della
          sua casa di Livorno.
             Una mattina, ai primi di marzo del 1915, passando davanti al Politecnico di
          Milano, incrociò un corteo di studenti guidato dall’amico Cesare Battisti. Canta-
          vano entusiasti l’Inno d’Italia. Senza nemmeno rendersene conto, commossa «per
          l’amore infinito di questi giovani per una madre Comune…», gridò: «Bravi!».
             Pochi giorni dopo, una sera, mentre si trovava nella sede dell’Associazione
          lombarda dei giornalisti, sentendo le voci di alcuni manifestanti che inneggiavano
          alla guerra, corse immediatamente alla finestra per sventolare la bandiera italiana.
          In quell’istante notò che nel lungo corteo di giovani vi erano anche i suoi figli. Ivo
          sfilava in testa portando una bandiera sulla quale era scritto: «Guerra!», mentre
          Gino urlava le medesime parole di tutti gli altri: «Morte a Giolitti!». Presa da un’ir-
          resistibile impulso scese in strada unendosi per qualche istante ai manifestanti.
             Le proteste contro il governo Giolitti erano infatti sempre più numerose, la
          folla sempre più agitata inneggiava al conflitto. Anna Franchi ricorda che plaudiva
          le manifestazioni di «una gioventù ribelle contro un governo di inetti e di traditori
          che minacciava di trascinare l’Italia in una sleale politica di vergogna». Disappro-
          vava la scelta neutrale del governo. A Giolitti rimproverava di non volere la guerra
          e di non sentire che l’orgoglio italiano premeva per la conquista della libertà dei
          fratelli che soffrivano sotto il dominio austriaco.
             Il 18 marzo 1915 la Franchi, insieme ai figli Ivo e Gino, partecipò alla com-
          memorazione delle Cinque giornate di Milano. Fu una celebrazione imponente
          che testimoniava il clima esistente in quel momento nella popolazione italiana,
          soprattutto fra i giovani che si dicevano pronti a combattere contro coloro che
          avevano violato la pace in Europa. Anna ricorda di aver preso parte alla cerimonia
          come trasognata, come se fosse stata trasportata in una strana ebbrezza. Aveva
          l’impressione, «di avere accanto i suoi cari scomparsi, i volti di quei patrioti che
          avevano fatto grande la storia dell’Italia». 18







          18  Franchi A., La mia vita, cit., p. 290.







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