Page 343 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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IV Sessione: IL MERITO E L’EMANCIPAZIONE LAVORATIVA                        343


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          «L’imperatore d’Austria è morto.  Era l’ora; ma dimmi tu ciò che il mondo ne guada-
          gna? È morto un uomo, non è morto un sistema di governo».
             Ai primi di dicembre si trova al riparo in una grotta. Il freddo è ugualmente
          intenso e i piedi ne soffrono, vorrebbe «poterli mettere in tasca». Alla madre chie-
          de: «Che si dice a Milano delle probabili trattative?  In trincea si spera. Se la pace
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          dovesse abortire, com’è probabile, il nostro soldato sarà sempre meraviglioso». 33
             Alla vigilia di Natale, la giornalista si reca a Berna a trovare il figlio maggiore, Ce-
          sare, dove abita da anni con la moglie e i figli. Anna intraprende il viaggio spinta dalla
          curiosità di constatare come si vivesse in un Paese neutrale. Questa curiosità le per-
          metterà di scrivere un importante resoconto storico, pubblicato qualche mese dopo,
          nella Gazzetta del Popolo della Sera. 34
             «É felice un Paese dove in questo momento non si fa guerra?». Si domandava men-
          tre il treno correva verso il confine svizzero. «Come sarà il Paese che, posto tra due na-
          zioni che si dilaniano, posto al confine di una nazione follemente prepotente, vive nella
          tranquillità della pace, nella gioia di sapere che i suoi figli non si massacrano?».
             Sul convoglio, dopo la sosta a Domodossola, erano rimasti pochi viaggiatori. A
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          Iselle,  nelle vicinanze del traforo del Sempione, per varcare il confine, scesero solo
          quattro persone. Dopo i minuziosi controlli attuati dalle guardie frontaliere, finalmen-
          te si trova in un Paese in pace. «Un Paese dove ad ogni stazione si vedono però soldati
          armati che controllano il flusso dei viaggiatori».
             «Siamo in pace ma pronti alla guerra. Si vive della guerra altrui, si parla della
          guerra che coinvolge tutti, anche qui si soffre della guerra che stravolge l’Europa. Le
          massaie economizzano, tutto è aumentato di prezzo e il disagio è evidente. Ci si ac-
          contenta di una razione di zucchero non sempre sufficiente, si pagano care le patate,
          mancano le uova, scarseggiano la carne, le verdure e la frutta». Ha la sensazione che
          la città sopporti le privazioni con «calma e che gli svizzeri non si sentano in pace». Da
          parte di chi temono un’aggressione? «Di nessuno e di tutti». «Non vogliono confessa-

          31  Francesco Giuseppe Imperatore d’Austria morì il 21 novembre 1916.
          32  Nel dicembre del 1916 la Germania avanzò proposte di pace agli alleati chiedendo a Stati Uniti e
             Vaticano di farsi mediatori di pace. In Italia, oltre ai socialisti, molti erano favorevoli alla pace.
          33  BLL, Fondo Anna Franchi, Quaderno B/19.
          34  BLL, Fondo Anna Franchi, Quaderno B/12, inserto n. 1, A. Franchi, Milano-Berna e ritorno, Gaz-
             zetta del Popolo della Sera di Torino, 22 aprile 1917. Del resoconto del viaggio parla in maniera ancor
             più dettagliata ne Il figlio alla guerra, F.lli Treves, Milano, 1917, pp. 230-246.
          35  Iselle, frazione del Comune di Trasquera, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola. Il valico di Iselle
             è sede di frontiera con il Canton Vallese in Svizzera.







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