Page 338 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      338

          Anna Franchi interventista: il dibattito con le pacifiste

             Nei mesi che precedono l’entrata in guerra dell’Italia, Anna Franchi moltiplica il
          suo impegno, divenendo una protagonista indiscussa dell’interventismo femminile
          italiano. Attraverso un’incessante attività che la vede impegnata come conferenziera,
          scrittrice, giornalista e pubblicare una quantità incredibile di articoli sui più impor-
          tanti quotidiani, riviste, periodici femminili, per stimolare il pubblico a riflettere sul-
          la Patria, sostenendo la propaganda per la «guerra giusta». Articoli che tra l’altro le
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          comportarono durissimi scontri con la stampa di opposizione,  in particolare con i
          gruppi pacifisti femminili.
             In pieno clima prebellico, sono continue infatti le accuse rivolte alle pacifiste so-
          cialiste Abigaille Zanetta, Rosa Genoni, Maria Giudice, Anita Dobelli Zampetti, di
          tradimento, di disfattismo, di essere un disonore per la Patria, di non capire che si
          trattava di combattere l’ultima guerra. La guerra che, secondo la Franchi, avrebbe
          permesso di ottenere una pace duratura in Europa, di sconfiggere per sempre le
          mire espansionistiche di quella che definiva «l’aggressiva soldataglia tedesca». «Questa
          guerra nostra – scriveva – non è guerra politica, non è guerra combattuta per volontà
          di un re o di ministri. É guerra di un popolo sospinto da una forza che viene dall’ac-
          cumularsi di ribellioni passate, di offese non vendicate». «Quei pochi che ancora par-
          lano di neutralità, dovrebbero pensare che sono stati i tedeschi e gli austriaci a creare
          questo stato di cose orrende». «Il carattere del popolo tedesco – faceva inoltre notare
          alle pacifiste socialiste – è egoista ed esclusivista». 17
             Dal canto loro, tutte, comprese anche le anarchiche, come Jessa Pieroni, che
          le rispondeva sui giornali libertari, Leda Rafanelli e Priscilla Fontana su l’Avanti!,
          le ricordavano però che aveva tre figli, e che doveva pensare al loro bene, come
          tutte quelle madri e mogli contrarie ad una libertà ottenuta nel sangue.

          Le manifestazioni di piazza

             Mentre il dibattito sulla necessità della guerra dominava dunque la stampa,
          nella primavera del 1915 Anna Franchi partecipa anche a numerose manifestazio-
          ni di piazza pro guerra. Ogni volta che in un corteo di manifestanti – ricorda la

          16  La Franchi era infatti un personaggio molto noto non solo in Italia ma anche all’estero. Tutti i più
             importanti giornali dell’epoca avevano parlato delle sue coraggiose battaglie a favore dell’eman-
             cipazione femminile e dei diritti dei minori. Dal Berliner Borsen Courier di Berlino, alla Patria degli
             italiani di Buenos Aires, passando per l’Universul Literar di Bucarest, fino alla Tribuna italiana di San
             Paolo. Proprio per questo le sue parole ebbero una grande eco in tutta la nazione.
          17  Franchi A., A voi, soldati futuri, dico la nostra Guerra, A. Vallardi, Milano, 1916, p. 96.







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