Page 336 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE                                      336


          delineò poi in tutta la sua evidenza alla fine della Grande Guerra: l’esperienza dei due
          conflitti, pur nella loro diversa gravità, aveva inciso a fondo sulle scelte delle varie
          organizzazioni.

          Anna Franchi irredentista

             Dopo la campagna italo-turca, nel 1912, Anna Franchi si avvicinò alle posizioni
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          irredentiste di Filippo Corridoni,  di cui divenne amica e collaboratrice, perché vedeva
          nell’annessione delle terre irredente la conclusione dell’epopea risorgimentale. A pre-
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          sentare Anna a Corridoni era stato l’Onorevole Innocenzo Cappa,  amico di entrambi.
             Nel dicembre del 1914 la Franchi, insieme ad altre irredentiste, partecipò ad un
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          comizio organizzato da Mussolini,  in ricordo di Guglielmo Oberdan,  patriota trie-
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          stino, arrestato dagli austriaci dopo essere stato tradito da due compagni, e giustiziato
          a Trieste il 20 dicembre 1882, per l’intenzione di attentare alla vita dell’Imperatore
          Francesco Giuseppe.  Nell’occasione si occupò della diffusione di ventimila mani-
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          festi che furono distribuiti nei caffè, nei mercati, nei tram, nei cinema, nelle strade,
          di Milano. «Non fu un’impresa facile – ricorda nell’autobiografia La mia vita – perché
          l’Italia si era dichiarata neutrale, ed una manifestazione in favore di Oberdan era una
          manifestazione contro l’Austria». 14
             Nei mesi successivi alla commemorazione di Oberdan, Anna Franchi intraprese
          un’intensa campagna di stampa a favore dell’irredentismo, scontrandosi spesso con
          quegli italiani, che con disprezzo definiva «austricanti, ciechi per indifferenza o per

          9  Corridoni F. (1887-1915), mazziniano, sindacalista, volontario, politico e giornalista. Cadde a San
             Martino del Carso, durante l’assalto alla «trincea delle Frasche». Fu decorato con medaglia d’argen-
             to, trasformata poi in oro alla memoria.
          10  Cappa I. (1875-1954), laureato in legge, fervente mazziniano, lasciò l’avvocatura per dedicarsi
             al giornalismo e alla politica. Nel 1910 difese il marito della nipote, Benedetta Cappa, Filippo
             Tommaso Marinetti, nel processo contro il romanzo Mafarka il futurista. Durante la prima guerra
             mondiale, come ufficiale dell’Esercito, fu chiamato al Ministero della Guerra per fare opera di
             propaganda presso i soldati al fronte.
          11  Mussolini B. (1883-1945), fu espulso dal Partito socialista il 24 novembre 1914. L’assemblea della
             sezione socialista di Milano non aveva accolto la tesi, sposata sulle pagine dell’Avanti!, dall’ormai
             ex direttore, di sostenere l’intervento dell’Italia nella prima guerra mondiale a fianco dell’Intesa.
          12  Oberdan G. (1858-1882). Renato De Marzi, Oberdan il terrorista, Del Bianco, Udine, 1978.
          13  Mentre il boia Willenbacher, venuto direttamente da Vienna gli metteva il cappio al collo, Oberdan
             esclamò: «Evviva l’Italia! Evviva Trieste libera!». Immediatamente dopo la sua morte Oberdan fu
             elevato al rango di martire.
          14  Franchi A., La mia vita, Garzanti, Milano, 1940, pp. 285-286. Alla distribuzione dei manifesti pre-
             sero parte anche Corridoni e altri giovani che lavoravano a Il Popolo d’Italia.







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