Page 371 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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IV Sessione: IL MERITO E L’EMANCIPAZIONE LAVORATIVA                        371


          e soprattutto, comportamentale innescando una vistosa miglioria fisica e psichica. Non a
          caso la meticolosa relazione tecnica del brevetto così anticipava:
                “È tra gli scopi di questa invenzione fornire un indumento che offra, combinate fra loro, alquante
                caratteristiche nuove e utili, tra cui tra l’essere privo della parte posteriore, utilizzabile perciò sen-
                za preclusione con gli abiti molto scollati. É inoltre… talmente valido da tornare utile a donne
                impegnate in violenti esercizi fisici, o sport come il tennis, senza ostacolare alcun movimento” .
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              Ma non sarebbe stata, purtroppo, una partita a tennis quella che milioni di donne in
          quell’autunno del 1914 si accingevano a disputare, ma l’estenuante lavoro nelle fabbriche
          e nei campi, per cui la maggiore libertà fisica promessa dall’innovativo indumento gli
          valse una rapida e universale diffusione, facendolo assurgere da quel momento ad uno
          dei capi di abbigliamento più prodotti al mondo.
             La modifica della moda potrebbe considerarsi emblematica di quella della compe-
          tenze. Come i corpi così le capacità si liberarono dalle costrizione dei preconcetti e delle
          asfittiche tradizioni: in gran numero giovani donne si accorsero di comprendere, dopo
          poche spiegazioni, la meccanica divenendo delle esperte motoriste. Molte altre si cimen-
          tarono con le sbuffanti vaporiere dell’epoca, vuoi come macchiniste vuoi come meccani-
          che. Molte ancora scoprirono la loro vocazione per l’elettrotecnica, montando apparec-
          chi radio e dispositivi elettromeccanici, tra valvole e resistenze. A quel punto lo stereotipo
          femminile d’inadeguatezza tecnica, fra i mugugni di tanti maschi, che vedevano in quelle
          conquiste una loro simmetrica perdita di potere, si dissolse e nei decenni successivi, pur
          con sofferte riaffermazioni, quegli inediti traguardi non furono più messi in discussione.
          La via della piena emancipazione era così aperta.
             Ma come accennato con la fine dei combattimenti, un cospicuo numero di operaie,
          in particolare delle industrie belliche, vennero rapidamente licenziate e senza alcun sus-
          sidio di sorta. Molte tornarono ai lavori domestici, tante altre alla disoccupazione, altre
          ancora alle famiglie, spesso da mantenere a volte da formare, compiti ambedue ardui per
          la scomparsa di centinaia di miglia di capifamiglia e di giovani. L’idea, però e con essa la
          consapevolezza della validità e della potenzialità del lavoro femminile permasero e im-
          posero negli anni successivi di avviare un gran numero di riforme e iniziative miranti a
          favorire l’inserimento delle donne nel lavoro.





          10   Per approfondimenti sull’invenzione e la vita di Mary Jacob, è interessante leggere la sua autobio-
             grafia: Crosby C., The Passionate Years, New York 1935.







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