Page 368 - Le donne nel primo conflitto mondiale - Dalle linee avanzate al fronte interno: La grande guerra delle italiane - Atti 25-26 novembre 2015
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LE DONNE NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE 368
alla base del diritto di famiglia dell’Italia unificata, aggiornato soltanto nel 1975!
Tornando all’ambito lavorativo, all’inizio le diffidenze nei loro confronti ebbero modo
di farsi sentire: certamente le donne erano abituate specialmente quelle delle classi più po-
vere a lavorare, ma il lavoro in fabbriche metal-meccaniche o nell’industria era di ben altra
natura ed esulava sia dalle loro competenze reali sia da quelle immaginarie. Stretti dalla
necessità che la guerra ormai imponeva e, forse, stimolati dall’entusiastica adesione delle
donne a quella chiamata patriottica i propugnatori dell’iniziativa non tardarono ad esten-
derla ai più variegati settori. E ci si accorse, prestissimo, che alla manovra dei torni, giovani
ragazze e mature madri di famiglia, erano altrettanto brave che ai fornelli; che esili fanciulle
sapevano destreggiarsi mirabilmente con i cannelli per le saldature; che gracili giovinette
per le loro delicate mani riuscivano a raggiungere interni di congegni delicati preclusi agli
uomini. Spesso, poi, la volontà di eseguire al meglio il compito affidatogli le faceva risultare
persino superiori ai colleghi maschi, suscitando le gelosie dei non richiamati.
Ed è emblematico che: “la presenza di nuove figure sociali nel lavoro di fabbrica,
ossia di una classe operaia nuova per sesso, età, qualificazione professionale fu un fe-
nomeno abbastanza generalizzato e per lo più cospicuo, avvertito - specie per quanto
riguarda le donne - come un forte elemento di novità. In Germania la percentuale delle
donne sulla classe operaia industriale crebbe dal 22% del luglio 1914 al 35% nel luglio
del 1918. In Gran Bretagna dal 26% del luglio 1914 al 35% del luglio 1918 (con un au-
mento in cifre assolute nel solo settore metallurgico da quasi 18.000 a più di 400.000). In
Italia le donne costituivano al momento dell’armistizio, il 22% delle maestranze occupate
negli stabilimenti di guerra, raggiungendo la cifra di quasi 200.000 unità nel settore delle
industrie ausiliarie, militari, e comunque dedite alla produzione di armi e munizioni. In
Francia la percentuale delle donne occupate negli stabilimenti industriali e commerciali,
passò secondo un’inchiesta del ministero del Lavoro, dal 32,8% prima della guerra al
40,5% del luglio 1918… con una progressione che peraltro aveva già segnato il maggior
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incremento nei primissimi mesi di guerra” .
Non mancano, tuttavia, studiosi che ridimensionarono l’entità del lavoro femminile
nell’industria relazionandolo alle percentuali vigenti nell’anteguerra, senza tener conto
però che mentre in tale contesto le donne era per lo più contadine o lavoratrici domesti-
che, non così durante la Grande Guerra quando divennero operaie nell’industria bellica,
impiegate servizi pubblici o manovali nei cantieri, attività comunque svolte sempre fuo-
ri casa e senza alcuna subordinazione famigliare, categoria fino alla guerra inesistente!
8 AA.VV. La Storia, L’età dell’imperialismo e la I guerra mondiale, Novara 2007, vol. XII, p. 746.
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