Page 409 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
P. 409
VI Sessione - Altri aspetti del 1919 407
che tali territori siano stati «inquinati nei secoli da genti straniere» e fra i 32 punti
del suo programma del 15 luglio 1923 auspica l’uso della sola lingua italiana nei
pubblici uffici, il licenziamento di impiegati e insegnanti tedeschi e il loro trasfe-
rimento nelle vecchie province italiane, l’aumento del contingente delle truppe,
la liquidazione delle banche tedesche. 23
A tale questione politicamente cruciale il fascismo offre una risposta organica
e radicale, esasperando la tematica nazionalista come ideale collante politico e as-
sorbendo dagli ex territori asburgici, in particolare dalla Venezia Giulia, un carat-
tere prettamente austriaco, che secondo Rusinow risulta fondamentale nella
trasformazione del fascismo in movimento nazionale con maggiore organicità di
propositi e di obiettivi. 24
Il profilo sociale della comunita di lingua tedesca nella provincia di Bolzano,
prevalentemente rurale, si presta in tal senso a enfatizzare la missione civilizzatrice
degli eredi di Roma, rivendicata e reinterpretata dal fascismo come fattore di mo-
dernita: «una modernità che significava apertura degli ambiti locali per inserirli a
viva forza nel contesto del paese – e questo in Alto Adige voleva dire italianizza-
zione – e, soprattutto, industrializzazione. E questo, nuovamente, in Alto Adige
voleva dire italianizzazione per via di immigrazione». 25
Il linguaggio usato da Tolomei diventa sempre più comune in tutta Europa,
dove si assiste a frequenti e vivaci scontri fra i nuovi governi e le minoranze delle
cosiddette regioni contese. Questa è la logica che si impone nel corso degli anni
Venti, quando si palesa il fallimento del liberalismo e il termine liberale scompare
dalle varie denominazioni dei partiti, non solo in Italia. Quella dei liberali, se-
26
condo Sabbatucci, è una doppia sconfitta: perdono sia con la democrazia, sia
contro l’autoritarismo in quanto, come suggerisce Furet, è l’avversione alla de-
27
mocrazia a diventare democratica. È il momento dei partiti di massa, che incar-
23 TOLOMEI, E., Prontuario dei nomi locali dell’Alto Adige. Istituto di studi per l’Alto Adige, Roma
1935, p. I.
24 CATTARUZZA, M., L’Italia e il confine orientale. Il Mulino, Bologna 2007, p. 168. RUSINOW,
D., Italy’s Austrian Heritage, 1919-1946. Oxford University Press, New York 1969.
25 PUPO, R., Il fascismo di confine. Una chiave interpretativa per un approccio comparativo, in MEZZA-
LIRA, G., OBERMAIR, H. (a cura di), Faschismus an den Grenzen/Il fascismo di confine, Geschichte
und Region/Storia e regione 20, 2011. StudienVerlag, Innsbruck-Wien-Bozen/Bolzano 2012, p.14.
26 SABBATUCCI, G., Il fallimento del liberalismo e le crisi del primo dopoguerra, in «Mélanges de l’ecole
francaise de Rome», Année 2002, 114, 2, p. 711-721.
27 FURET, F., Il passato di un’illusione. L’idea comunista nel XX secolo. Milano 1995, p. 27. Inoltre,

