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404 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
strada preferibile – e si mostra insofferente verso i funzionari del Commissariato
per la lingua e cultura dell’Alto Adige, creato a Roma presso la Presidenza del
Consiglio e poi trasferitosi in loco dopo l’inizio dell’occupazione con una visione
diametralmente opposta. Alla guida di questo organismo viene nominato Ettore
Tolomei, un acceso nazionalista che già da tempo aveva invocato l’italianizzazione
della regione, per esempio attraverso la creazione dell’Istituto di Studi per l’Alto
Adige e della sua rivista, l’Archivio per l’Alto Adige, nel 1906, oppure con la stesura
del Prontuario dei nomi locali dell’Alto Adige che rivede completamente la topono-
mastica della regione. 18
Sin dal primo incontro avvenuto a Trento il 14 novembre, Pecori Giraldi mo-
stra di non condividere i progetti di Tolomei, prima di tutto in riferimento al bi-
linguismo, che Tolomei ritiene necessario eliminare per non dare l’impressione
alla Conferenza di pace che l’annessione italiana sia un atto ingiusto, perpetrato
ai danni di una regione storicamente tedesca. 19
In questa fase, l’atteggiamento del Governo italiano appare quantomeno con-
traddittorio. Da una parte, vengono date alla minoranza tedesca ripetute assicu-
razioni dal tono assolutamente liberale come quelle di Nitti del 6 agosto, di Tittoni
del 27 settembre e infine la dichiarazione di re Vittorio Emanuele III del 1° di-
cembre 1919: «Le nuove terre riunite all’Italia impongono la soluzione di nuovi
problemi. La nostra tradizione di libertà deve segnare la via alle soluzioni, con il
maggiore rispetto delle autonomie e delle tradizioni locali». Questa moderazione
sembra essere confermata quando Pecori Giraldi, che chiude gloriosamente la
sua esperienza altoatesina con l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Or-
dine Militare di Savoia, la nomina a generale d’Esercito e a senatore del Regno,
viene sostituito dal Commissario Generale Civile della Venezia Tridentina, carica
per cui il Governo sceglie Luigi Credaro, pedagogo ed ex ministro dell’istruzione,
il quale prosegue la politica conciliante verso la minoranza tedesca.
Allo stesso tempo, come fa giustamente notare lo storico Andrea Di Michele,
già nel 1918 il governo Orlando mostra i segni evidenti della sua contraddittoria
18 Ettore Tolomei, direttore del Commissariato per la Cultura e la Lingua in Alto Adige, si insedia
a Bolzano nella sede del museo cittadino. Il Prontuario era stato pubblicato per la prima volta
nel 1916 e servì per la ridefinizione dei toponimi negli anni successivi, prima con Giolitti,
infine con il decreto del 1923. BENVENUTI, S., HARTUNGEN, C. (a cura di), Ettore Tolomei:
un nazionalista di confine. Trento 1998.
19 DI MICHELE, A., L’Italia in Austria: da Vienna a Trento, in PUPO, R., La vittoria senza pace: Le
occupazioni militari italiane alla fine della Grande Guerra. Laterza, Roma-Bari 2014, p. 45 e sg..

