Page 405 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
P. 405
VI Sessione - Altri aspetti del 1919 403
cessione di una larga autonomia, soluzione che è stata ripetutamente proposta a
Innsbruck, dove in tal modo si accetterebbe anche la sovranità italiana; una rapida
e violenta denazionalizzazione, ritenuta forse troppo ingenuamente distante dallo
spirito del tempo, dalla tradizione italiana e dal carattere degli italiani; la penetra-
zione pacifica della cultura e degli interessi italiani, in modo da favorire la “marcia
fatale” dell’italianità. Chiaramente quest’ultima è la soluzione preferibile, ma ri-
propone a sua volta il dilemma dell’autonomia: nel caso si optasse per il modello
austriaco, con una provincia dotata di autonomia legislativa, si lascerebbe in mano
ai tedeschi il controllo completo delle scuole, che a sua volta ostacolerebbe l’ita-
lianizzazione, pur lenta e graduale. Un’unica provincia riproporrebbe quindi gli
scontri italo-tedeschi che avevano animato la Dieta di Innsbruck. Il conflitto nasce
anche dal diverso tenore economico delle due aree, per cui, sostiene Pecori Giraldi
citando i dati del bilancio fiscale del 1914, nulla potrebbe convincere i tedeschi
di non essere sfruttati economicamente da Trento.
Anche la creazione di due entità separate per Trento e Bolzano presenta co-
munque evidenti complicazioni, almeno secondo il rapporto compilato dal com-
missario civile di Bolzano, il quale suggerisce di attenersi a criteri pragmatici,
mantenendo un unico ente territoriale, in quanto la separazione di Bolzano da
Trento sarebbe prima di tutto nociva agli interessi delle comunità italiane ivi re-
sidenti e, anche per il futuro, andrebbe a creare le premesse di una controversia
che inevitabilmente si potrebbe presentare qualora si decidesse invece di riunire
Trento e Bolzano, una volta normalizzata la situazione. 17
In campo ecclesiastico, invece, sarebbe auspicabile, anche se non a breve ter-
mine, la creazione di un solo episcopato con due curie, a Trento e Bressanone,
recidendo i legami della diocesi di Bressanone con i territori oltre la frontiera: su
472.494 persone, infatti, solo 85.691 sono incluse in territorio italiano. Il mante-
nimento di una enclave religiosa sostanzialmente tedesca presto o tardi avrebbe
creato, a giudizio del commissario civile, sicure controversie.
La questione dell’autonomia si rivelerà centrale nel dibattito politico postbel-
lico e risulterà profondamente divisiva per la difficile situazione in cui l’Italia si
viene a trovare nel 1919. L’autonomia viene vista da una parte come una necessità,
finalizzata a garantire la pacifica penetrazione dello Stato italiano nelle terre libe-
rate, dall’altra come una totale assurdità. Pecori Giraldi è naturalmente un fautore
di una soluzione moderata – quella dell’autonomia amministrativa gli sembra la
17 Rapporto del commissario civile di Bressanone del 19 luglio 1919.

