Page 408 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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              della Regina Elena, mentre il giorno successivo viene preso d’assalto il municipio
              ottenendo la decadenza dell’odiatissimo sindaco Perathoner. Anche in questa oc-
              casione, le autorità italiane non intervengono di fronte all’attacco dei fascisti, che
              sono sostanzialmente liberi di ripetere lo stesso copione a Trento, nei giorni suc-
              cessivi, e a Roma, alcune settimane più tardi. 22

              Conclusioni

                 Al termine del conflitto, l’Italia si trova a rivendicare quanto promesso con il
              trattato di Londra del 1915, scontrandosi inevitabilmente con la visione del pre-
              sidente americano Woodrow Wilson, il quale aveva invece previsto: «A readju-
              stment of the frontiers of Italy should be effected along clearly recognizable lines
              of nationality». Anche se la questione della frontiera del Brennero presenta co-
              munque problemi minori rispetto a quella del confine orientale, in entrambi i casi
              il Governo di Roma si deve confrontare con problematiche nuove, del tutto as-
              senti nel contesto prebellico, che tuttavia si presentano ancor più complesse pro-
              prio in virtù delle dinamiche di nazionalizzazione prepotentemente emerse dal
              conflitto. Nel più ampio contesto europeo, la situazione delle cosiddette terre li-
              berate non è certo unica né presenta particolari profili di eccezionalità, ma rivela
              chiaramente la frattura storica della Grande Guerra, che lascia come pesante ere-
              dità la delicatissima questione delle minoranze e delle molte regioni contese fra
              diversi Stati.
                 In Italia, nei primi mesi del 1919 la situazione sembra avviata verso una solu-
              zione pacifica e un compromesso politico che, pur nella diversità di vedute, può
              comunque portare a una sostanziale normalizzazione. La questione dei confini
              si intreccia tuttavia con problematiche ben più gravi e complesse e finisce per es-
              sere travolta, se non completamente dimenticata, di fronte al rapido sviluppo del
              fascismo. Le discussioni sull’autonomia di Trento e Bolzano non portano a ri-
              sultati concreti e trovano la dura opposizione di nazionalisti e fascisti, oltre che
              del Deutscher Verband che d’altra parte rifiuta ogni ipotesi di legare il destino di
              Trento a quello di Bolzano. È in questo contesto che emerge il cosiddetto “fasci-
              smo di confine” e che si arriva alla Marcia su Roma e all’avvio di una politica di
              denazionalizzazione forzata ispirata ai precetti di Ettore Tolomei, il quale reputa



              22  Rapporto dell’ispettore di polizia Paolo di Tarsia del 12 ottobre 1922, citato in BENVENUTI,
                 S., Il Fascismo nella Venezia Tridentina. 1919-1924. Società di studi trentini di scienze storiche,
                 Trento 1976.
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