Page 407 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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VI Sessione - Altri aspetti del 1919 405
debolezza e «dopo aver predisposto insieme ai vertici militari direttive politiche
incentrate su un atteggiamento di prudenza e assoluto rispetto delle specifiche
condizioni dei territori occupati», con l’incarico di preparare il terreno al definitivo
governo italiano della regione, invia in Sudtirolo «la personalità più distante da
qualsiasi forma di riguardo verso le esigenze della minoranza tedesca». 20
Da questo punto di vista, gli interventi epurativi all’interno dell’amministra-
zione ferroviaria sono la prima chiara espressione di questo dualismo di poteri,
nonché dello scontro fra due visioni diametralmente opposte tanto a livello ge-
nerale quanto, nello specifico, nei confronti dell’approccio verso le minoranze
nelle zone di recente acquisizione. I negoziati sull’autonomia si inseriscono infatti
in un contesto politico sempre più fragile, in cui è facile interpretare l’azione del
Governo come debole e inefficace ai fini del perseguimento dell’italianizzazione
della regione in tempi brevi se non brevissimi, come richiesto da Tolomei e dal
fascismo, a cui lo stesso Tolomei aderisce nel 1921.
Si va quindi profilando in maniera sempre più netta lo iato fra le due diverse
strategie della denazionalizzazione o della pacifica integrazione della regione nel
tessuto istituzionale italiano. Proprio sulla questione delle minoranze etniche nelle
regioni di recente acquisizione si afferma il modello di “fascismo di confine” che
è stato elaborato dalla storiografia per analizzare il contesto in cui i fascisti rie-
scono a giungere a una sintesi fra i vecchi stereotipi dell’irredentismo nazionalista,
l’insoddisfazione per la cosiddetta “vittoria mutilata” e l’adattamento dello spirito
militarista alla situazione postbellica.
Seppur con intensità minore rispetto a quanto accade nei territori della Venezia
Giulia, anche l’Alto Adige si inserisce in tale ricostruzione storica. Gli scontri tra
Achille Starace, il “mastino della rivoluzione fascista”, e il sindaco di Bolzano Ju-
lius Perathoner sono il preludio alla “Domenica di sangue” del 24 aprile 1921,
quando alla fiera di Bolzano muore un insegnante tedesco, Franz Innerhofer. 21
La mancanza di conseguenze penali per gli autori dell’omicidio è il chiaro segnale
che ormai il fascismo ha fatto breccia nel tessuto sociale e istituzionale italiano
ed è pronto a manifestazioni ancor più eclatanti. Fra il 30 settembre e il 1° ottobre
1922, infatti, i fascisti occupano una scuola di Bolzano e la ribattezzano in onore
20 DI MICHELE, A., Trento, Bolzano e Innsbruck: l’occupazione militare italiana del Tirolo (1918-1920),
in RASERA, F. (a cura di), Trento e Trieste: percorsi degli italiani d’Austria dal ’48 all’annessione. Edi-
zioni Osiride, Rovereto 2014, p. 432-434.
21 SPINOSA, A., Starace, L’uomo che inventò lo stile fascista. Mondadori, Milano 2002;
FESTORAZZI, R., Starace. Il mastino della rivoluzione fascista. Mursia, Milano 2002.

