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398 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
Naturalmente, l’arrivo delle truppe italiane suscita reazioni profondamente di-
verse nell’italiana Trento, dove i soldati sfilano nel tripudio generale, e nella ger-
manica Bolzano, dove l’accoglienza è più fredda ma comunque ordinata e pacifica.
A metà novembre le truppe italiane hanno ormai occupato tutti i territori fino al
Brennero e il giorno 19 il Comando Supremo conferma la struttura già operante
in base allo statuto di guerra, dando mandato al Governatorato militare guidato
da Guglielmo Pecori Giraldi, insediatosi a Trento già all’indomani dell’armistizio,
di amministrare il territorio. I compiti affidati al Governatorato sono molteplici:
la distribuzione di cibo e aiuti, la riparazione di strade, infrastrutture, edifici pub-
blici e scuole; il ritorno di profughi, prigionieri di guerra e di quanti erano stati
evacuati, l’assistenza sanitaria, la ripresa dell’attività industriale e agricola e la ge-
stione delle cooperative, oltre naturalmente al mantenimento dell’ordine e all’am-
4
ministrazione degli affari pubblici. Nei confronti della popolazione tedesca,
Pecori Giraldi si preoccupa sin dal principio di rassicurare tutti gli abitanti della
regione con decreti sempre moderati e chiari messaggi di tolleranza: «L’Italia
grande Nazione unica e unita, nella quale è piena la libertà del pensiero e della
parola, intende consentire ai cittadini d’altro idioma il mantenimento di proprie
scuole, di propri istituti e associazioni». 5
Da parte tedesca viene comunque messo in atto un tentativo di reazione: viene
creato un Consiglio Nazionale invocando il principio di autodeterminazione e il
16 novembre il Comune (Rathaus) di Bolzano, su iniziativa del sindaco Julius Pe-
rathoner, vota polemicamente l’indipendenza del Tirolo. Diverse iniziative poli-
tiche si susseguono anche nei mesi successivi, con note inviate al Governo
austriaco, alla Conferenza di pace e al presidente americano Wilson, ma al di là
di queste manifestazioni di dissenso, nessun atto di particolare gravità sembra
turbare la situazione generale, piuttosto calma. Il merito di questa tranquillità
4 Per una completa analisi delle misure amministrative prese in questa fase, cfr. CAPUZZO,
E., Dal nesso asburgico alla sovranità italiana. Legislazione e amministrazione a Trento e Trieste (1918-
1928). Giuffrè, Milano 1992; RIZZI, B., La Venezia Tridentina nel periodo armistiziale. Relazione
del primo governatore (1919) ampliata di note e di allegati. Istituto per la Storia del Risorgi-
mento, Trento 1963; CORSINI, U., Le Quattro relazioni del Generale Pecori-Giraldi quale Governatore
militare del Trentino Alto Adige-Ampezzano nel periodo 3.11.1918/31.7.1919, in «Bollettino del
Museo Trentino del Risorgimento e della Lotta per la Libertà», XXVII (1978), 3.
5 Dichiarazione del 18 novembre 1918, del tenente generale comandante della 1 Armata, G.
a
Pecori Giraldi. Le relazioni finali del Governatorato e i principali documenti annessi alle stesse
sono conservati presso l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, AUSSME (Roma).
Diari Storici, B1, 151D, volumi 37-43g.

