Page 399 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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VI Sessione - Altri aspetti del 1919                                  397




              a infiammare. Una delle regioni che nel contesto europeo appaiono meno pre-
              occupanti da questo punto di vista, pur presentando un’enorme complessità a li-
              vello politico, derivata in parte da una tradizione di larga autonomia, è la parte
              meridionale del Tirolo.
                 Le origini dell’autonomia nel Tirolo risalgono al Medioevo, quando i vescovi
              diventano principi e vengono insigniti della sovranità territoriale nella cornice del
              Sacro Romano Impero, dalla valle dell’Inn sino al Lago di Garda. Anche le città,
              le comunità di valle e i comuni (esistono statuti risalenti al XII secolo) godono di
              particolari diritti e privilegi all’interno della regione, che riceve il riconoscimento
              della propria unità politica nel 1284. Durante i secoli di dominazione asburgica
              la regione mantiene due anime nel proprio corpo, una bipolarità di interessi e di
              esperienze storiche di due comunità protese verso due diversi mondi culturali,
              latinità e germanesimo. Tali divergenze diventano chiaramente centrali in epoca
              risorgimentale e ancor più a cavallo fra XIX e XX secolo, quando le passioni na-
              zionali si acuiscono e si rafforzano, da una parte, il progetto irredentista che fonda
              sull’annessione di Trento e Trieste la politica dello Stato italiano, dall’altra, la vi-
              sione germanizzante dei principali partiti tirolesi, con l’eccezione dei socialisti.
              Prima del conflitto, la regione austriaca del Tirolo, con la sua capitale ammini-
              strativa a Innsbruck, diventa così teatro di un sempre più acceso scontro fra la
              maggioranza austriaca e la minoranza italiana del Trentino. Allo scoppio della
              guerra, in Italia l’irredentismo guadagna crescenti consensi e con il Patto di Lon-
              dra del 1915 il Governo di Roma decide di rompere gli indugi e di abbandonare
              il legame con la Triplice Alleanza, entrando in guerra al fianco dell’Intesa per
              completare la costruzione dello Stato unitario.
                 Con l’armistizio di Villa Giusti l’Italia si appresta quindi, pur con evidenti dif-
              ficoltà, a rivendicare quanto promesso dai nuovi alleati e a spostare il nuovo con-
              fine settentrionale al passo del Brennero, annettendo così sia l’italiana Trento, sia
              Bolzano e il Sud Tirolo, aree in cui la popolazione tedesca è assolutamente pre-
              dominante. Se nell’intero Tirolo, i tedeschi rappresentano il 57,3% e gli italiani il
              42,1%, secondo i dati del censimento austriaco del 1910, nel territorio dell’attuale
              Trentino, –quindi senza Ampezzo – risiedono 381.138 persone, di cui 11.021 te-
              deschi e 358.049 italiani e ladini, mentre nell’area dell’attuale provincia di Bolzano
              vivono 251.451 persone, di cui 223.913 tedeschi, 7339 italiani e 9429 ladini. 3



              3  PETERLINI, O., Autonomia e tutela delle minoranze nel Trentino-Alto Adige: cenni di storia. Libera
                 Università, Bolzano 2004, p. 54, 56. Cfr. inoltre, CORSINI, U., LILL, R., Alto Adige, 1918-
                 1946. Provincia autonoma di Bolzano, Bolzano 1988.
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