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392 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
USA e la conseguente caduta della possibilità del piano Keynes. Venne decretato
che «il denaro a prestito doveva essere restituito in quanto i prestiti erano stati
resi possibili da una grande sottoscrizione popolare e i titolari dei Liberty Bonds 2
avevano il diritto di essere rimborsati». 3
Gli Alleati europei erano naturalmente restii a pagare e avrebbero sicuramente
accettato il piano ipotizzato dall’economista Keynes. La resistenza degli Alleati
europei cadde quando gli USA minacciarono che avrebbero avuto accesso al mer-
cato americano dei capitali solo dopo aver regolato i loro conti con Washington.
I primi ad accettare furono gli inglesi, seguiti nel 1925 dagli italiani.
Il nuovo ministro delle Finanze italiano, Giuseppe Volpi, condusse le trattative
per ottenere un taglio consistente del debito, attraverso un programma di rine-
goziazione e ristrutturazione del debito stesso sia con l’Inghilterra che con gli
USA. Tale programma era basato fondamentalmente su una dilazione dei tempi
di pagamento e la revisione delle somme complessive in funzione del valore reale
della moneta.
In sede di trattativa con il segretario del Tesoro americano Andrew Mellon,
fu ricordato da parte italiana che una quota consistente dei finanziamenti ricevuti
era andato a finanziare acquisti di merci negli USA e fu chiesto che il prestito
fosse improduttivo di interessi. Tutto questo non fu accettato però dalla contro-
parte americana. Al termine delle trattative, comunque, gli accordi con USA e In-
ghilterra portarono a una netta riduzione del debito estero.
Il debito estero sul PIL scese dal 70-80% circa degli anni 1920-1924 a poco
più del 40% del 1925-1926.
Strumento fondamentale per conseguire questi risultati fu la creazione di una
Cassa per l’ammortamento del debito estero che riceveva le riparazioni dovute all’Italia
dai Paesi sconfitti e le destinava esclusivamente al pagamento del debito estero,
garantendo così certezza nei pagamenti dovuti.
A seguito della grande crisi finanziaria del 1929 il presidente degli USA Hoover
dispose, nel giugno 1931, una moratoria sulla dilazione (un anno) del recupero
dei prestiti di guerra europei tesa a favorire le esportazioni americane. Infine, di
fatto il debito estero si azzererà con gli accordi di Losanna del 1932 sulla risiste-
mazione delle riparazioni di guerra, accordi che vengono di fatto interpretati come
2 Obbligazioni emesse negli USA i cui ricavati servivano per sostenere le spese militari alleate
durante la Grande Guerra; l’acquisto di tali bond divenne simbolo di azione patriottica negli
USA e introdusse per la prima volta l’idea di sicurezza finanziaria nell’opinione pubblica.
3 ROMANO, S., Guerre, debiti e democrazia. Breve storia da Bismarck a oggi. Laterza, Bari 2017.

