Page 389 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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VI Sessione - Altri aspetti del 1919                                  387




              La Vittoria a credito. L’Italia e il debito di guerra



              di Marco CIAMPINI   1



                   ll’indomani della grande vittoria di Vit-
              Atorio Veneto, che poneva termine alla
              più lunga e pericolosa impresa militare che
              l’Italia avesse mai traversato, ci si trovò a fare
              i  conti  con  il  bilancio  complessivo  della
              guerra  stessa.  Le  perdite  umane  furono
              enormi: circa 533.000 morti, 949.000 feriti e
              mutilati di guerra e la morte in combatti-
              mento di circa 40.000 ufficiali, e rappresen-
              tarono senza dubbio un grave danno per la
              tenuta delle classi dirigenti della società italiana del tempo. Ma se le perdite umane
              furono così devastanti, ancor di più lo furono le perdite economiche, che risul-
              tarono decisamente fatali per il Paese.
                 All’atto della firma del trattato di Londra del 1915, col quale l’Italia “segreta-
              mente” aderiva all’alleanza con le potenze dell’Intesa, il costo dell’entrata in guerra
              e della guerra prevista per l’Italia era stato valutato in circa 2 miliardi di lire, nel
              1915 salirono a 5,2 miliardi, nel 1916 a 10,5 miliardi, nel 1918 a 30 miliardi. La
              moneta venne svalutata per sei volte.
                 Il costo complessivo della guerra risultò pari a un terzo del PIL (Prodotto In-
              terno Lordo). Al termine della guerra il costo complessivo risultò pari a circa 148
              miliardi di lire, ossia 74 volte più di quanto originariamente stimato.
                 L’Italia si trovò quindi coinvolta in eventi bellici estremamente impegnativi e
              logoranti, come dimostrano le cifre prima enunciate, e si presentò a tale tragico
              appuntamento con un’economia fortemente deficitaria, in particolare con una
              grave dipendenza dall’estero per le importazioni di materie prime e con una scarsa
              potenzialità dell’industria nazionale. È evidente che, per fronteggiare una situa-
              zione del genere, attorno all’industria di guerra si concentrarono tutti i capitali e
              le energie disponibili della nazione.
                 Lo strumento finanziario per realizzare tale situazione operativa fu il debito.




              1  Capo Ufficio Generale del Commissario Generale per le Onoranze ai caduti.
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