Page 386 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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384 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
Marco vi ha ormai sostituito il palazzo sede del
Parlamento di Budapest (fig. 22).
Su questi francobolli è stampata una data:
30.X.1918; si celebra quindi il primo anniversa-
rio della proclamazione dell’indipendenza della
città. Il 30 ottobre del 1918, infatti, il Consiglio
nazionale di Fiume oltre a dichiarare l’indipen-
denza della città aveva auspicato la sua integra-
zione nel regno d’Italia. Gli altri soggetti della
serie sono, non a caso, una galea veneziana e la
lupa capitolina. 27
Fig. 22: Leopoldo Metlicovitz, Le immagini passano anche attraverso le al-
Basilica di San Marco a Venezia,
francobollo del valore di 10 corone, legorie e i simboli presenti dei manifesti cine-
stampato dalla «Posta di Fiume» matografici. Duilio Cambellotti illustra il
manifesto per il film Le rose del martirio prodotto
dalla Tespi film di Roma. Si tratta di “allegorie”
di Sem Benelli per la Croce Rossa Italiana.
Nell’eleganza delle linee, il manifesto è ricco di
simbologie che collegano il passato medioevale
al presente, l’eroismo del guerriero alla pietà
della crocerossina, la violenza della spada al
martello, simbolo del lavoro, il teschio, simbolo
di morte, alla croce rossa simbolo di vita e spe-
ranza (fig. 23).
28
Il 1919 è anche l’anno di Umanità , un film
in assoluta controtendenza con quelle che erano
Fig. 23: Duilio Cambellotti,
«Le rose del martirio», spesso le ricostruzioni della guerra combattuta
[Roma, s.n., 1919]
27 I soggetti della serie erano stati realizzati da Leopoldo Metlicovitz, un famoso illustratore che
aveva già realizzato, nel 1914, il manifesto del film Cabiria, le cui didascalie erano state realizzate
da d’Annunzio.
28 Il film, che risultava già divorato dai topi a dicembre del 1920, secondo quanto riportava la ri-
vista «La vita cinematografica», nel maggio del 1957 risultava giacente alla Cineteca nazionale
di Roma. Ritrovato e restaurato nel 2007, nell’ambito del progetto «Non solo dive. Pioniere
del cinema italiano», è oggetto di uno studio di VERONESI, M., La donna che non c’era, Elvira
Giallanella. Esiti di una ricerca fra dati certi, supposizioni e autorappresentazioni, pubblicato in «Im-
magine. Note di storia del cinema» n.12, 2015.

