Page 382 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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380 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
duti. Settimana dopo settimana L’Illustrazione
Italiana pubblica i monumenti inaugurati.
Nel frattempo continua la pubblicazione
degli opuscoli di necrologio a opera delle fami-
glie dei caduti, dei loro amici o colleghi. Esse
circolano per lo più in ambiti familiari o di la-
voro, svolgendo anche spesso una funzione di
ringraziamento per le condoglianze e la parte-
cipazione ricevuta al lutto familiare (fig. 16).
Il 1919 vede anche il ritorno allo sport. Si
vuole tornare alla normalità della vita, al
“prima” interrotto dalla violenza della guerra.
A livello internazionale riprendono le gare cicli-
Fig. 16: Maria Luisa Perduca, stiche, così come il campionato di calcio. Su La
Ricordando Maria Cozzi, Milano, Domenica del Corriere del 13-20 aprile, Achille Bel-
Tip. Degli Artigianelli, 1919
trame raffigura, in immagini tripudianti e fe-
stose, l’arrivo della corsa ciclistico-militare, la
Pavia-Gorizia, vinta dai bersaglieri ciclisti in un
tripudio di bandiere e tra le acclamazioni della
folla esultante. La guerra è ancora prepotente-
mente vicina e allora anche le definizioni risen-
tono fortemente del conflitto appena concluso.
La corsa è una vera «manifestazione patriottica»,
come evidenziato nella didascalia all’immagine,
e l’omaggio popolare è per i bersaglieri ciclisti. 21
Tutto è pervaso da spirito patriottico; non a
caso la seconda tappa del Giro d’Italia del 1919
si svolge da Trento a Trieste.
Rinasce anche la passione per l’automobile e
l’aereo, mezzi che avevano avuto grande impor-
Fig. 17: «La Domenica del Corriere» tanza tattica, strategica e logistica proprio du-
n.37 del 14-21 settembre 1919
21 Anche qui il confine guerra-sport è sottilissimo, da risultare inavvertibile. I reggimenti di ber-
saglieri ciclisti avevano consentito un rapido spostamento dei militari e si erano distinti nella
battaglia di Vittorio Veneto. Al 6° Reggimento ciclisti di Bologna apparteneva il caporale Ot-
tavio Bottecchia, il futuro campione passato alla storia dello sport per essere stato nel 1924 il
primo italiano a vincere il Tour de France.

