Page 384 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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382          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




              paesi vincitori, che prestavano o avevano prestato servizio nel proprio esercito
              durante il conflitto.
                 Il 12 settembre del 1919 segna l’inizio dell’impresa di Fiume: d’Annunzio, alla
              testa di duemila “legionari”, occupa la città e dà l’avvio a quella che viene definita
              «festa della rivoluzione». 22
                 Emilio Gentile sottolinea come Fiume rappresenti «la prosecuzione del clima
              di festa, cioè di sospensione delle regole normali e di annullamento delle dimen-
              sioni usuali fra realtà e sogno, fra realismo e idealismo, fra arte e vita, fra letteratura
              e politica, fra rivoluzione e avventura». Lo storico ha notato che Mussolini, con
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              la sua ideologia realistica, «era assolutamente estraneo al fervore morale, allo spi-
              rito libertario e antagonista» di Fiume. «Dal fiumanesimo i fascisti presero tutto
              l’apparato esteriore, cioè un modo di fare politica con riti di massa e cerimonie sim-
              boliche, in cui la collettività era rappresentata in fusione mistica con il Capo, che
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              ne interpreta il volere e ne guida le passioni». Gli stessi motti, alcune denomi-
              nazioni di squadre armate, la presenza di alcuni che, come Guido Keller, avevano
              preso parte alla guerra, contribuirono a creare quella continuità ideale che attra-
              verso l’impresa fiumana collegherà la Grande Guerra al regime fascista.
                 Nelle immagini di quel periodo si può osservare come questa “sospensione
              delle regole” valga anche per l’abbigliamento e l’aspetto. Come osserva un testi-
              mone diretto, l’inglese Sir Osbert Sitwell, la situazione era stupefacente; ogni
              uomo sembrava indossare un’uniforme disegnata da lui stesso; alcuni si rapavano
              la testa e si facevano crescer la barba in modo da essere assimilati al capo dello
              stato, altri si facevano crescere dei lunghi ciuffi di capelli che coprivano loro la
              fronte mentre sulla nuca portavano un fez nero. Si vedono ovunque cravatte nere
              svolazzanti, piume e mantelli. Tutti gli uomini, e alcune donne, portavano la daga
              romana. Osservando le foto che le ritraggono spavalde e con la spada alla cin-
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              22  SALARIS, C., Alla festa della rivoluzione: artisti e libertari con D’Annunzio a Fiume. Il Mulino, Bo-
                 logna 2019.
              23  GENTILE, E., Le origini dell’ideologia fascista (1918-11925). Laterza, Bari 1975, p. 173.
              24  Ivi, p. 184.
              25  «We gazed and listened in amazement. Every man here seemed to wear a uniform designed
                 by himself: some had beards, and shaved their heads completely, so as to resemble the Com-
                 mander himself, who was now bald; others had cultivated huge tufts of hair, half a foot long,
                 waving out from their foreheads, and wore, balanced on the very back of the skull, a black
                 fez. Cloaks, feathers and flowing black ties were universal, and every man – and few women
                 were to be seen – carried the ‘Roman dagger’». SITWELL, O., Noble Essences: A Book of  Char-
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