Page 387 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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VI Sessione - Altri aspetti del 1919 385
sul fronte; pellicole caratterizzate
da schemi standardizzati e imbe-
vute di un patriottismo di ma-
niera.
Elvira Giallanella trae spunto
dal racconto di V. Emanuele Bra-
vetta Tranquillino dopo la guerra vuol
ricreare il mondo. Il volume, splen-
didamente illustrato da Golia, era
stato pubblicato a Milano dai Tre-
ves nel 1916.
Unico film della regista, viene
Fig. 24: Fotogramma dal film Umanità
di Elvira Giallanella girato per concessione delle auto-
rità militari, sul Carso e sui punti
più importanti delle zone di guerra, secondo quanto riportato il 26 febbraio 1920
dalla rivista FILM. Il giornalista precisa che, seppur gli interpreti erano dei bam-
bini, «questa film sarà anche adatta anche per grandi e magari più per questi che
per altri per la satira che vorrà rifare dei costumi e delle idee attuali degli uomini».
Le didascalie che accompagnano le scene sono quartine rimate, modalità di
linguaggio nota ai bambini abituati a leggere le tavole del Corriere dei Piccoli. Pro-
tagonista femminile è Liana, figlia della sorella della regista che era morta nel 1915
e Liana films si chiama, non a caso, la società produttrice del film.
Una notte, due fratellini – Tranquillino e Sirenetta – si svegliano e danno inizio
alla loro impresa (fig. 24). Il maschietto inizia a fumare un sigaro sottratto al padre,
mentre la bambina mangia la marmellata. Tema, questo, che aveva avuto tante
rappresentazioni in cartolina durante gli anni di guerra. Il fumo causa però a Tran-
quillino una serie di sogni-incubi e così è trasportato nella zona devastata dai
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combattimenti. Il bimbo cerca di distruggere le armi che ancora affiorano dalla
terra. I due fratellini, guidati da una sorta di elfo, attraversano paesi distrutti (fig.
25). Di grande impatto è la scena in cui la regista inquadra una sterminata distesa
29 Il tema del bimbo sognatore è ricorrente in quegli anni. Partendo dalle tavole a fumetti di
Little Nemo dello statunitense Winsor McCay, esso era approdato nelle pagine del «Corriere
dei Piccoli» ove, durante gli anni di guerra, era divenuto Schizzo, protagonista nei suoi sogni
di eroici atti bellici. Ma anche il cinema non aveva trascurato questo filone. Basti ricordare il
film La guerra e il sogno di Momi in cui l’abilità tecnica di Segundo de Chomon fa svolgere, nel
sogno del protagonista, gli scontri tra i suoi soldatini di piombo.

