Page 417 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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Relazione di chiusura                                                 415




              Una guerra vinta e una pace da vincere.

              L’inizio di alcuni seri problemi…



              di Maria Gabriella PASQUALINI  1



                    uesto  sesto  Convegno  sulla  Grande
              QGuerra ha sviluppato tre temi principali.
              Uno ha riguardato gli aspetti militari che hanno
              preso in considerazione il dopo guerra del-
              l’aviazione, la smobilitazione del Regio Esercito
              e la ristrutturazione della Regia Marina. Il se-
              condo tema si è soffermato sulla situazione in-
              terna dell’Italia, con particolare attenzione alla
              situazione dell’ordine pubblico, dopo la fine del
              conflitto; alla ristrutturazione dell’Arma dei
              Carabinieri; all’attività della Guardia di Finanza e alla politica internazionale, prima
              e dopo il trattato di pace di Versailles. Il terzo tema ha analizzato i numerosi mu-
              tamenti proposti nella Conferenza di pace per la geopolitica internazionale, in
              particolare del Vicino e Medio Oriente, che hanno originato alcuni attuali pro-
              blemi non ancora risolti, quali quello dei curdi, dell’Iraq, della Siria, della Pale-
              stina.
                 Il 1919 doveva scandire la pace raggiunta: in realtà la guerra fu vinta ma non
              lo fu la pace, tanto che, dopo solamente 20 anni, scoppiò un nuovo conflitto glo-
              bale che traeva le sue origini dagli errori politici commessi a Versailles; un secondo
              conflitto con un trattato finale che ha promesso una pace duratura. Il secolo XXI
              dimostrerà se queste non siano fallaci speranze.
                 L’Italia esce militarmente vincitrice da questo primo conflitto globale ma la
              crisi interna è molto grave, molto più che nel 1918, quando l’euforia per la fine
              del conflitto dava speranze generiche di vita rinata. I soldati e gli ufficiali rientra-
              vano al focolare domestico non sapendo bene quale condizione trovare e spesso
              quale lavoro tornare a fare. Ma «si rientra a casa» e tanto sembrava bastare.
                 I contadini sanno cosa fare, tornando a lavorare nei campi, ma non trovano
              più quelli di una volta perché tutto è stato stravolto dai bombardamenti, dalle



              1  Docente presso la Scuola Ufficiali CC (Roma).
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