Page 422 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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420 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
borghesia (l’importante ceto medio cuscinetto dei terremoti sociali) e del prole-
tariato si era pesantemente ridotto. Tutto questo non avveniva solamente in Italia,
ma era ampiamente diffuso in tutta Europa.
Anche il continente europeo aveva bisogno di rimettere in sesto tutte le sue
infrastrutture e doveva ricostruire perché si trovava in un momento di forte sot-
toproduzione, dovuta all’uso di quanto prodotto nel periodo guerreggiato e, in
seguito, alle distruzioni belliche e quindi doveva trovare le risorse primarie in altri
continenti o sfruttando i territori o indebitandosi soprattutto con gli Stati Uniti,
perché l’inflazione, necessaria a tutti gli Stati belligeranti per far fronte alle spese
di guerra, aveva mutato la situazione economica delle classi sociali, a volte sov-
vertendola.
Anche il problema delle riparazioni di guerra fu complesso: a Berlino fu im-
posto di pagare un forte debito per le responsabilità di aver provocato tale disfa-
cimento; debito peraltro non quantificato al momento del trattato, nemmeno per
la parte che spettava a ognuna delle potenze vincitrici, Italia inclusa. La smilita-
rizzazione imposta a Berlino non fu totalmente attuata, come si scoprì dopo.
Nacquero così una serie di rivendicazioni e di rancori anche popolari in Germania,
che resero possibile, tra gli altri motivi, l’ascesa del nazismo.
Un malessere generale, dunque, si diffuse non solo in Italia ma in tutta Europa.
Gli ismi si fecero strada con rapidità portando al fascismo in Italia in soli tre anni
e in circa quindici al nazismo in Germania. Alle porte, dunque, un secondo con-
flitto.
Con le difficoltà finanziarie si accentuò il contrabbando e continuò quella
piaga sociale che si chiama “borsa nera”, anch’essa tipica della penuria di risorse
alimentari nelle guerre, specialmente nelle città, rappresentando un cospicuo giro
di affari per commerci poco leciti e arricchimenti che non contribuirono al rista-
bilimento di un equilibrio sociale. Scattarono le attenzioni anche al contrabbando
di valuta: proibito importare valuta austroungarica nei territori confinanti con
l’ex Impero ormai dissolto. E, come rilevato appunto nella relazione dedicata, la
Guardia di Finanza operò delle modificazioni organiche strutturali per poter far
fronte principalmente a nuove esigenze sia nella regione di Nord-Est sia fuori
confine come nel possedimento dell’Egeo, che rimasero definitivamente all’Ita-
lia.
Il problema sociale diventò un problema politico perché i partiti di massa non
seppero intercettare le richieste della popolazione come conseguenza di un con-
flitto devastante e pagheranno in seguito questa loro insipienza insieme al popolo
italiano.

