Page 426 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
P. 426
424 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
esistenti non ebree e che questa situazione non doveva comunque modificare i
diritti e lo status politico di cui gli ebrei godevano in altre nazioni. Iniziò così lo
stabilirsi delle comunità ebree perseguitate in Europa, soprattutto in Russia, su
quei territori; ancor di più il fenomeno si estese dopo la Seconda guerra mondiale,
generando un conflitto ormai sclerotizzato, ancora in corso, anche per colpa della
Lega Araba e dei suoi membri che rifiutarono, nel 1947, l’applicazione della ben
nota risoluzione n. 181 delle Nazioni Unite che prevedeva uno Stato ebraico e
uno Stato arabo. Lo Stato d’Israele fu fondato, ma non quello per i palestinesi. Il
problema sussiste ancora dopo un secolo.
L’Iraq, che ricadeva sotto la sfera d’influenza britannica, divenne indipendente
formalmente nel 1932, dopo essere stato sottoposto a mandato inglese dal 1920.
In realtà l’Iraq è uno stato inventato dagli inglesi, che si compone di tre distinte
parti con caratteristiche diverse e che il Regno Unito tenne in pugno per lungo
tempo. Dopo la Seconda guerra mondiale riuscì a ottenere la sua piena sovranità
e ci furono una serie di colpi di stato e cambi di governo, come successe in tutta
l’area strategica negli anni ’50. Ma quel territorio aveva e ha un prodotto eccezio-
nale da sfruttare: il petrolio, soprattutto nell’area curda. Baghdad non cederà mai
quel territorio né accetterà che diventi indipendente così come i turchi non ac-
cetteranno mai di avere combattenti curdi ai loro confini.
È fin troppo nota la politica inglese attuata allora nei territori dell’Impero ot-
tomano per dare scacco matto al sultano di Costantinopoli, scongiurando allo
stesso tempo una guerra santa degli arabi contro Londra. È nota, ma non sempre
studiata accuratamente in quanto divenuta leggenda più che storia vissuta, la vi-
cenda dell’allora capitano Lawrence, incardinato prima nel War Office a Londra e
poi nell’ufficio del British Military Intelligence inglese al Cairo (comandato dal co-
lonnello Clayton), e del pari grado Audrey Herbert nei territori dell’Hedjaz, am-
3
bedue gli ufficiali seguiti con attenzione dai loro colleghi francesi. Governare la
rivolta araba, capeggiata da un abile Sceriffo della Mecca e cercare di impadronirsi
anche del Canale di Suez, cioè Port Said e Suez, importanti come basi militari:
questi erano tra gli obiettivi principali della politica inglese in Medio Oriente.
Londra vi riuscì, anche se non completamente perché la partita, a un certo mo-
mento, le sfuggì di mano.
3 Cfr. MINISTÈRE DES ARMÉES, SERVICE HISTORIQUE DE LA DÉFENSE, (SHD),
ARMÉE DE TERRE, 16N3200; rapporti redatti dal colonnello Doyel De Saint Quentin, in
missione presso l’esercito inglese in Egitto, che rivelano in dettaglio la storia interessante delle
vicende militari e della politica inglese in quel territorio e in quel particolare periodo, con
l’obiettivo preciso di Downing Street di insediarsi stabilmente nella regione.

