Page 428 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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426 Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione
lizzato e non lo fu, proprio a causa: a) del punto 12 di Wilson, che prevedeva una
assoluta determinazione per l’esistenza e la piena possibilità di uno sviluppo au-
tonomo e senza ostacoli di quelle nazionalità che erano state sotto il dominio ot-
tomano; b) del punto 9, quando si specificava che una eventuale rettifica delle
frontiere italiane avrebbe dovuto essere fatta secondo quelle linee di demarcazione
che erano chiaramente riconoscibili tra le nazionalità; c) del punto 11, quando
disponeva che i territori di Romania, Serbia e Montenegro avrebbero dovuto es-
sere evacuati; che alla Serbia doveva essere accordato un sicuro accesso al mare
e, soprattutto, che dovevano essere fissate quelle garanzie internazionali di indi-
pendenza politica ed economica e di integrità territoriale di alcuni Stati balcanici.
Il combinato disposto dei tre punti impediva giuridicamente e logicamente che
l’Italia fosse soddisfatta nelle sue richieste. Lo stesso Wilson non comprendeva
le rivendicazioni italiane e del resto gli americani poco ancora conoscevano di
quel recente Regno d’Italia, con il quale non avevano avuto ancora molte relazioni
diplomatiche e commerciali. Forse non compresero proprio alcuni parametri della
politica italiana nemmeno dopo la Seconda guerra mondiale.
Furono dunque scartate le rivendicazioni italiane su alcune regioni di lingua
tedesca come il Tirolo meridionale e considerate non applicabili quelle per l’Istria
e in Dalmazia dove, secondo il Presidente USA, la presenza di una minoranza
italiana era assolutamente irrilevante. L’Italia non ricevette alcun mandato. Con-
servò il possedimento dell’Egeo in via definitiva ma furono frustrate le sue am-
bizioni di estendere la propria influenza in Anatolia. All’Italia non fu riconosciuta
da Francia e Inghilterra la sua parte nella vittoria contro l’Impero austro-ungarico.
La retorica della “vittoria mutilata” fu un motivo ricorrente nelle due decadi se-
guenti.
In sintesi: nel 1919 il divario politico tra Francia e Gran Bretagna aumentò.
L’Italia si sentì trascurata e disillusa nelle sue aspettative post conflitto. Il gigante
economico, l’ex Impero tedesco non rappresentò più la colonna finanziaria del-
l’intera Europa, che fu sommersa dai debiti per aver alimentato un’economia fio-
rente, ma di guerra.
Non si può negare che la Prima guerra mondiale sia stato un volano econo-
mico di primaria grandezza, soprattutto con quel blocco franco-britannico, ma-
rittimo e terrestre, che strangolò non solo le potenze neutrali, ma soprattutto i
civili tedeschi, costringendo l’Impero a dichiarare una guerra sottomarina di par-
ticolare violenza, determinando una situazione economica e sociale che fece en-
trare anche gli Stati Uniti in guerra, portando alla soluzione finale di una disfatta
che non aveva ricordo nell’immaginario collettivo della storia dell’Impero. Fu così
anche per il Secondo conflitto mondiale.

