Page 423 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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                 In questo quadro obiettivamente difficile, le popolazioni europee avevano
              grandi aspettative dalla riunione dei capi di Stato e di Governo a Versailles. La
              delusione sarà forte ma lo capiranno solo venti anni dopo, sulla loro pelle.
                 Con tre Imperi scomparsi dalla scena politica internazionale e uno che si ri-
              trovò vinto e senza imperatore, la ricollocazione dei territori pertinenti, oggetti-
              vamente, si rivelò alquanto complessa e gestita come solo poteva essere gestita
              allora, pur accettando le istanze nazionaliste e delle minoranze, con la Società
              delle Nazioni, altro progetto ambizioso che fallirà. Questa però è una considera-
              zione che si può fare storicamente solo dopo cento anni.
                 Questa spartizione provocò una grande rivalità tra Parigi e Londra che aggravò
              anche quel profondo senso di risentimento che la Germania ebbe verso le impo-
              sizioni del trattato di pace, sostenute con straordinaria fermezza dalla Francia.
              Berlino uscì dalla guerra con una debole Repubblica di Weimar che avrebbe invece
              dato nella sua decadenza nuovo impulso a una cultura architettonica, pittorica e
              storico-filosofica di alto livello, contro una débacle politica senza precedenti. Si ri-
              trovò con delle nuove frontiere, anche in conseguenza del fatto che era stato ac-
              colto il principio del diritto dei popoli all’autodeterminazione. L’Alsazia-Lorena
              era ritornata alla Francia; il bacino carbonifero della Saar divenne un territorio
              con statuto speciale per quindici anni e il suo governo sarebbe stato assunto dalla
              Società delle Nazioni. Dopo quel periodo gli abitanti di quei territori avrebbero
              potuto, con un referendum, decidere se mantenere il regime internazionale fino
              ad allora applicato oppure optare per l’annessione alla Francia o alla Germania.
              Questo costituì un problema di non poco conto, successivamente, nelle forti ri-
              vendicazioni del Reich da parte di un Hitler deciso a vendicarsi del comporta-
              mento della Francia nel 1919, fino a invaderla e a conquistarne la capitale.
                 Senza scendere nei dettagli che riguardarono anche le rivendicazioni del Belgio,
              ricordiamo ancora il territorio dell’Alta Slesia che doveva essere sottoposto a ple-
              biscito; la questione del corridoio di Danzica, il plebiscito per lo Schleswig set-
              tentrionale – che poi tornò alla Danimarca – Memel, la Renania, Teschen… in
              sintesi la Germania perse un settimo del suo territorio e un decimo della sua po-
              polazione.
                 Altri due Imperi vinti furono smembrati: Austria Ungheria e Impero ottomano
              diedero origine anch’essi a una serie di problemi ancora non risolti dopo cento
              anni. 2


              2  Per i dettagli di questa parte storica v. gli studi classici, sempre di primo riferimento, di DU-
                 ROSELLE, J. B., Storia diplomatica dal 1919 al 1970. Edizioni dell’Ateneo, Roma 1970, p. 5-52;
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