Page 424 - Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione. Problematiche e prospettive - Atti 11-12 novembre 2019
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422          Il 1919. Un’Italia vittoriosa e provata in un’Europa in trasformazione




                 Nessuno dei quattro trattati di pace che in realtà furono allora firmati, Ver-
              sailles, Saint Germain, Trianon e Neuilly, portò a una pace veritiera e soprattutto
              non riuscì a eliminare tutte quelle sfide politiche e sociali che saranno portate agli
              interessi europei nelle successive decadi.
                 Oltre alle frontiere in Europa, soprattutto nei Balcani, dopo la dissoluzione
              dell’Impero austro-ungarico, occorreva mettere a punto la divisione dei territori
              africani e di quelli del Medio Oriente, essendo scomparso dopo secoli anche l’or-
              mai corrotto e debole Impero ottomano.
                 Il 18 gennaio 1919 si aprì a Parigi la Conferenza di pace. Gli Alleati non ave-
              vano più la precedente intesa fra di loro e uno dei primi terreni di scontro fu pro-
              prio l’Africa a sud del Sahara, in particolare per quel che riguardava i territori
              della Germania. Furono divisi anche quelli asiatici con scarso impatto sulle vi-
              cende europee. Fu deciso che gran parte di quelli africani e mediorientali sareb-
              bero  stati  affidati  a  potenze  vincitrici  con  un  innovativo  sistema  di
              amministrazione degli stessi, i mandati, le cui puntuali regole erano concordate
              fra i Grandi. Fu la Società delle Nazioni a inventare il nuovo sistema giuridico-
              amministrativo che permetteva alle cosiddette grandi potenze di agire in nome e
              per conto di alcuni nuovi Stati o territori, ritenuti non in grado di amministrarsi
              da soli. Sempre in quest’ottica le Nazioni Unite, dopo il Secondo conflitto mon-
              diale, provvidero a organizzare un nuovo sistema giuridico amministrativo con
              le amministrazioni fiduciarie, che dovevano preparare i nuovi Stati, nati sulla spinta
              della decolonizzazione, al debutto nella politica internazionale. Sistemi diversi di
              colonialismo, ma sempre colonialismo era. La Conferenza di Bandung nel 1955
              sanzionò le forti aspirazioni di tutte le popolazioni ad avere un’indipendenza, in
              particolare quelle africane che la ottennero in gran parte nel 1960, considerato
              l’anno dell’Africa.
                 Per la storia europea è interessante, dal punto di vista politico e soprattutto
              economico, la spartizione dei territori ex ottomani. Nel novembre 1915, già al
              secondo anno di guerra, due gentiluomini, Sir Mark Sykes, inglese, e George Picot,
              francese, si incontravano per tessere la tela di un accordo fra Francia e Gran Bre-
              tagna, per la futura sistemazione di territori che facevano ancora parte dell’Impero
              ottomano, zone che appartengono ora alla Giordania, all’Iraq e alla Turchia. Quel-
              l’Impero veniva considerato il “malato d’Europa” e quindi destinato a soccom-
              bere  militarmente  e  sparire.  Tanto  valeva  avanzare  nelle  discussioni  sulla


                 e soprattutto RENOUVIN, P., Histoire des Relations Internationales de 1871 à 1945. Hachette,
                 Parigi 1994, p.415 e sg.
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