Page 264 - Carte Segrete dell'Intelligence Italiana il S.I.M. in archivi stranieri
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Nella pagina a Inglesi e americani erano convinti che dal 1939 il Servizio avesse ridotto
fianco: al minimo i contatti con l’O.V.R.A. e che solo in Spagna si occupasse anche
la delegazione
italiana invia di spionaggio politico e talvolta commerciale per conto dell’O.V.R.A.: almeno
informazioni questa era la convinzione alla quale erano pervenuti l’O.S.S. e il S.O.E. rispetto
al Quartier all’attività di quel periodo. I Servizi anglo-americani erano consci della facilità
Generale del
Generalissimo. con la quale gli italiani potevano reperire interessanti informazioni in uno stato
amico e non partecipante al conflitto mondiale… infatti Barcellona, anche più
di Madrid, fu un Centro che diede notevoli soddisfazioni professionali.
Una conseguenza del comportamento degli uomini del S.I.M. in Spagna si
ebbe nel 1944-45, quando iniziò una campagna di stampa e politica contro il
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105 NARA, RG 226, Servizio militare dell’Esercito. Il S.I.M. era di nuovo tornato ad essere un
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agosto 1945. argomento di discussione e scontro sui giornali e tra i partiti politici. La Si-
nistra era ostile al Servizio, mentre i partiti di centro, che sostenevano tradi-
zionalmente la Monarchia, discutevano da un punto di vista tecnico più che
politico l’eventuale auspicata sopravvivenza del Servizio, cercando allo stesso
tempo di accreditarne l’operato in favore dello Stato prima dell’8 settembre
1943. Vi era però un dato incontrovertibile: molti uomini del ricostituito S.I.M.
erano appartenuti alla precedente organizzazione. Le opinioni erano discordi
e si dividevano in due chiari filoni. Chi sosteneva la Monarchia, valutava an-
che l’esigenza del Servizio militare per la raccolta delle informazioni presso il
Comando Supremo o comunque un Alto Comando delle Forze Armate: molti
degli ufficiali che ne facevano parte erano ferventi monarchici, come lo era an-
che il Capo di Stato Maggiore.
Le Sinistre, meglio dire i ‘non monarchici’, sostenevano che il S.I.M. aveva
una connotazione politica e che era esclusivamente al servizio del Partito del
Re, per il quale agiva come ufficio informativo, in special modo sulle attività
dei partiti politici. Era stato un organo che aveva agito in tempi di dittatura;
una volta ricostituito aveva reintegrato nei suoi organici elementi del prece-
dente che erano stati coinvolti con il regime: un dato vero, ma non si conosceva
ancora molto bene chi, assumendo poi una posizione diversa, aveva agito in-
vece nell’interesse della liberazione.
L’intervento in Spagna fu rievocato da molte parti nella diatriba sulla so-
pravvivenza del S.I.M. e puntualmente riportata su molti documenti inglesi e
americani. Il socialista Nenni, il repubblicano Pacciardi, il comunista Ilio Ba-
rontini, con molti altri compagni che avevano fatto parte della Brigata Inter-
nazionale operante a fianco dei Repubblicani nella guerra civile spagnola, non
potevano accettare la situazione. Erano venuti in contatto, essendo antifascisti,
con molti degli agenti del Servizio prima dell’8 settembre: a loro giudizio, Re-
vetria era stato un ardente fascista filotedesco e aveva collaborato con i nazisti.
Quei politici antifascisti lo avevano ben conosciuto in Spagna, per alcuni suoi
modi ‘rudi’ durante e dopo la guerra civile, e rammentavano ancora le sue
quotidiane visite al Comando militare dell’intelligence tedesca in Piazza della
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