Page 319 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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Bilancio scientifico del Congresso
PIEro DEL NEGro−MASSIMo DE LEoNArDIS
ono state presentate più di sessantacinque relazioni, sono stati ripercorsi tre millenni di
Sstoria, dalla Grecia antica all’Iraq della più stretta attualità, sono stati in diverso modo
evocati più quaranta tra Stati di oggi e imperi di ieri: questo il bilancio quantitativo più
scontato che si può ricavare dal XXXiV Congresso della Commissione internazionale di
Storia Militare, che oggi chiude i suoi lavori qui a Trieste. È evidente che in questa sede
non è possibile attenersi a quello che possiamo definire il modello standard di conclusioni
congressuali, avventurarsi, cioè, in un commento analitico di tutti gli interventi con la più o
meno opportuna mescidanza di apprezzamenti e di riserve. Riteniamo che l’unica strada che
a questo punto ci sia concessa, data anche l’ora e, soprattutto, la più che comprensibile ridotta
tolleranza da parte di chi ci ascolta al termine di questo ciclo di intense giornate, sia quella di
tentare un bilancio scientifico complessivo, il quale, se non può affatto rendere giustizia alla
ricchezza e all’importanza dei contributi, che sono stati presentati in questa sede, ne richiami
quanto meno i temi principali, tracci, in altre parole, il profilo effettuale del congresso quale
frutto delle scelte cronologiche e di contenuto operate dai singoli studiosi e dalle Commis-
sioni nazionali.
Il nostro sarà, per ragioni sia di tempo che di opportunità, un bilancio anonimo, nel senso
che eviterà di menzionare i nomi degli autori, mentre per ragioni di praticità sarà diviso in
due sezioni, la prima dedicata alle relazioni concernenti la storia fino alla prima guerra mon-
diale compresa e la seconda agli ultimi novant’anni. Senza dubbio si tratta di una linea di
confine, che divide abusivamente in due parti soprattutto quelle quattro relazioni, che si sono
date esplicitamente quale tema o comunque invitano di fatto a un confronto tra le due guerre
mondiali, il che aggiungerà inevitabilmente ulteriori sovrapposizioni e ripetizioni a quelle,
che la stessa storia ci costringe in ogni caso ad introdurre nel momento in cui ci si avvale di
categorie dalla pertinenza plurimillenaria come quelle di cittadino-soldato oppure di guerra
civile o, ancora, di guerra asimmetrica, tutte categorie chiamate in vario modo in causa dal
tema dell’impatto dei conflitti militari sulle popolazioni civili.
Come è accaduto anche nel caso della maggior parte dei congressi precedenti a questo,
il baricentro cronologico è caduto sul Novecento. Soltanto una relazione, quella sulla prote-
zione della popolazione civile durante i conflitti armati, ha avuto l’ambizione di impegnarsi
in una carrellata dall’antichità agli sviluppi più recenti del tema. Due le relazioni dedicate
all’antichità greco-romana. A prima vista riguardano due argomenti assai diversi, da un lato
la nascita della nozione di ‘civile’ nel mondo greco, dall’altra la guerra totale considerata
nella prospettiva dell’antichità. In effetti, si ritrova in entrambe il tema centrale del rapporto
tra il militare e il civile o, meglio, tra il cittadino-soldato, il quale, nonostante tutto, conti-
nua a connotare il mondo greco anche in età ellenistico-romana, e il soldato di professione,
il mercenario, che s’impone invece nell’ultimo secolo della repubblica romana e che, con
l’estensione della cittadinanza romana all’insieme dei sudditi dell’imperatore e l’immissione
sempre più massiccia di soldati barbari, viene ad assumere caratteristiche, che l’allontanano

