Page 322 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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824                                XXXIV Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm

           siva e coerente, tocca a chi scrive soffermarsi in particolare sulle relazioni che hanno trattato,
           in tutto o in parte, argomenti collocati cronologicamente dopo il 1918, anno conclusivo della
           prima guerra mondiale. i primi anni del secolo XX, fino alla Grande Guerra, sono conside-
           rati dalla storiografia un prolungamento del secolo XiX per molti aspetti, non ultimi quelli
           della concezione della guerra come strumento della diplomazia e della sua percezione nella
           coscienza collettiva, come rilevato da chi scrive nella propria relazione introduttiva.
              Il numero di relazioni riguardanti il periodo successivo al 1918 è stato di poco superiore
           a quello delle relazioni sui secoli (millenni!) precedenti. Quindi, pur con una certa preva-
           lenza del secolo XX (inteso come «secolo breve») ed anche del XXI, tanto più prevedibile
           in considerazione del tema generale che ha assunto appunto una rilevanza più drammatica
           nell’ultimo secolo, le precedenti epoche della storia non sono state affatto trascurate. Il fatto è
           senz’altro positivo, anche alla luce di almeno due considerazioni. Nei loro interventi iniziali
           sia il Sottosegretario alla Difesa On. Cossiga sia il Capo di Stato Maggiore della Difesa Gen.
           Camporini hanno opportunamente sottolineato l’interesse dei responsabili della politica di
           difesa e delle operazioni militari per le lessons learned, in altre parole per le lezioni della
           storia. In realtà il vecchio adagio ciceroniano Historia vero testis temporum, lux veritatis,
           vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis non sempre è oggi tenuto in considerazione
           da chi ritiene invece che la storia non abbia nulla da insegnare a fini operativi. al contrario
           i nostri lavori hanno tra l’altro fornito un’ulteriore dimostrazione che lo studio della storia
           militare è elemento fondamentale per affrontare i conflitti odierni. Naturalmente la storia,
           come ha detto uno dei relatori, può utilmente «informare, non fornire indicazioni dirette e
           comandare» una linea di condotta precisa.
              Detto questo, però vanno appunto fatte due considerazioni. La prima è che se da un lato
           non è affatto negativo che lo storico mostri, con la dovuta finezza interpretativa, i collega-
           menti tra esperienze del passato e realtà attuale, allo stesso tempo la storia non deve ridursi,
           per garantirsi ascolto, ad essere una scienza ausiliaria degli studi strategici, ma deve riven-
           dicare pienamente la sua autonomia e dignità. Perciò, se sono state senz’altro apprezzabili
           alcune valide relazioni su conflitti recentissimi, anzi ancora in corso, altrettanto positivo è
           che le altre si siano mantenute, per approccio e argomento, su un piano strettamente storico,
           apparentemente lontano dall’attualità. La seconda è che, nell’ottica appunto degli insegna-
           menti utili della storia militare, sbaglierebbe certamente chi li ricercasse solo in epoca con-
           temporanea; anche il Congresso ci ha dato molti esempi che può essere più əattualeə una
           guerra di molti secoli fa di una del secolo XX. Da questo punto di vista la cesura del 1918 è
           solo una delle possibili; ad esempio, per il tema del nostro Congresso, quella della Rivolu-
           zione francese appare più importante.
              Una valutazione dei risultati scientifici del Congresso può partire dalla rilettura dei sot-
           totemi che erano stati formulati e proposti all’attenzione degli studiosi . Pur seguendo la
                                                                        1

           1   1. Civili e militari: una mutevole linea a confine. il concetto di popolazione civile, l’evoluzione della sua de-
               finizione giuridica: problemi interpretativi e di definizione. Regimi politici, sistemi internazionali e carattere
               limitato o totale delle guerre.
               2. le limitazioni della guerra a tutela delle popolazioni civili: genesi e sviluppi. le convenzioni internazio-
               nali e le consuetudini e prassi militari: genesi, precedenti e sviluppi.
               3. Popolazioni civili e prede belliche; i militari e il governo militare di territori occupati.
               4. la gestione e l’atteggiamento delle popolazioni civili nelle guerre limitate e nelle guerre totali. Fronte di
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