Page 325 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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il Book Panel ha presentato un’ampia selezione di recenti opere sul tema centrale del
Congresso: guerre totali, guerre limitate e guerre asimmetriche.
Sarebbe una pretesa vana trarre una conclusione generale e articolata con stretta coerenza
da tante relazioni su aspetti diversi, che andranno rilette e meditate nella loro completezza.
Si può quindi avanzare solo qualche osservazione conclusiva. ogni periodo della storia mi-
litare si caratterizza per un tipo prevalente di guerre, ma non è affatto escluso che un «eterno
ritorno» riporti in primo piano conflitti che sembravano appartenere ad epoche passate. Giu-
stamente una delle relazioni ha rilevato che l’attuale superpotenza militare, gli Stati Uniti,
commetterebbe un errore se adottasse nella pianificazione delle sue Forze armate una visio-
ne esclusivamente incentrata sulle guerre «asimmetriche». Inoltre il passato può ripresentare
in forme diverse vecchie esperienze e indurre a riproporre, adattandole ai nuovi contesti,
strategie, tattiche e logistica impiegate in passato. ad esempio, una relazione ha ricordato la
possibile riproposizione del modello delle navi ospedale, mentre le cronache recenti hanno
parlato di un possibile impiego in terreni montagnosi dei muli, sulla cui diffusione nel Regio
Esercito italiano gli anglo-americani avevano ironizzato nel 1943, salvo poi rapidamente
ricredersi sulla loro utilità. Lo storico militare è in grado di rileggere le vicende del passato
rifuggendo sia da superficiali analogie sia da un atteggiamento che fa tabula rasa del passato
scoprendo presunte radicali «novità». Tale attento discernimento, può certo anche essere
utile a fini operativi: i sacerdoti di Clio, non si pongono questo come obiettivo primario, ma
non lo disdegnano.

