Page 323 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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formula consolidata dei congressi internazionali, che non prevede l’assegnazione da parte dei
responsabili scientifici di temi obbligati a specifici relatori, bensì libere proposte, ovviamente
nell’ambito dell’argomento prescelto, da parte delle Commissioni Nazionali ed una loro suc-
cessiva sistematizzazione, non semplice, da parte del Comitato scientifico, si può senz’altro
dire che tutti i sottotemi suggeriti sono stati oggetto di adeguata trattazione. Proprio per
favorire una visione più sistematica dei lavori, negli Atti, pur riportando anche il programma
dei quattro giorni pieni di lavori, si è preferito raggruppare le relazioni in maniera più stret-
tamente tematica e cronologica.
Alcune relazioni hanno affrontato questioni generali. A cominciare da quelle sulla Evo-
luzione giuridica del potere dell’occupante un territorio nemico nel diritto internazionale
bellico, nel corso della Seconda Guerra Mondiale, che pone l’accento tra l’altro sui difficili
problemi posti dal riconoscimento dei partigiani come «combattenti legittimi», su La prote-
zione della popolazione civile durante i conflitti armati e su Le Nazioni Unite e la protezione
delle popolazioni civili, dai documenti alle azioni. Una relazione ha trattato la missione oNU
a Haiti, iniziata nel 2004. l’approccio dell’Unione europea alla risoluzione dei conflitti è sta-
to affrontato in uno degli interventi nell’ambito del Workshop dei giovani studiosi inaugurato
quest’anno.
accanto agli aspetti teorici vi è stato lo studio di alcune esperienze di occupazione milita-
re: in Belgio durante la Seconda Guerra Mondiale, nella Polonia del 1939 stretta nella morsa
del patto nazi-sovietico, in Slovenia tra il 1941 e il 1945. Più breve e di carattere diverso
è stata l’esperienza del Governo militare argentino nelle Isole Malvinas/Falkland durante
il conflitto del 1982, una guerra più tipica, per le sue motivazioni e svolgimento, di secoli
passati, che vide la morte solo di due civili. Una relazione ha affrontato il problema dei cri-
mini di guerra tedeschi durante le due guerre mondiali, concludendo sostanzialmente per una
radicale discontinuità tra le due esperienze.
il tema della guerra totale in occidente, ed in particolare del bombardamento a fini stra-
tegici delle città, è stato trattato sia nell’attenta relazione su La fine del combattimento aria–
aria e le relative vittime civili in Germania negli anni 1939-1945, sia in un intervento al
suddetto Workshop.
il tema assolutamente centrale della guerriglia e della controguerriglia è stato oggetto
di un nutrito numero di relazioni, che l’hanno affrontato sia in un’ottica puramente storica
relativa ad un’interessante e poco conosciuta guerra coloniale (La repressione della rivolta
del “Mullah pazzo” in Somalia [1890–1920]), sia coniugando la dimensione storica con le
guerra e fronte interno.
5. Mobilitazione militare nelle guerre dei professionisti e nelle guerre di massa e mobilitazione civile. Ideali
bellicosi e pacifisti dei civili, loro impatto sulle operazioni e sulle forze d’occupazione e sul loro atteggia-
mento.
6. le guerre civili, le guerriglie, i movimenti di liberazione e il coinvolgimento delle popolazioni. le popo-
lazioni civili nelle guerre asimmetriche guerriglia e antiguerriglia; genocidi ed epurazioni etniche; la guerra
indiscriminata: il terrorismo.
7. L’impatto demografico e sociale delle guerre. Dai precedenti del passato e dell’antico regime all’età
contemporanea: morti, mutilati, vedove ed orfani, esodi e stragi di popolazioni, assistenza alla popolazione
sconfitta, problemi di ricostruzione del paese vinto.
8. Guerre, mobilitazioni e militarizzazione della società civile. Regimi politici, sistemi internazionali e ca-
rattere limitato o totale delle guerre.

