Page 324 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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826 XXXIV Congresso della CommIssIone InternazIonale dI storIa mIlItare • CIHm
teorie strategiche (Il problema tra storia e teoria della centralità della popolazione nella
dottrina e nelle operazioni americane di contro insorgenza, attraverso un confronto tra le
teorie del potere aereo di Giulio Douhet, il pensiero della scuola francese sulla guerra rivo-
luzionaria e le recenti dottrine americane sulla controguerriglia. Sono state poi esaminate le
recenti operazioni militari in Afghanistan, Iraq e Libano. Dal complesso di queste relazioni
sono emersi diversi tratti caratteristici delle attuali guerre «asimmetriche»: la mancanza di
controllo del territorio conteso da parte dell’autorità politica, operazioni militari a cavallo dei
confini statali, la lunga durata delle crisi, la necessità per le Potenze occidentali di adattare
il loro modus operandi a conflitti «non convenzionali» radicalmente diversi sia dalle guerre
«classiche» tra Stati sia dalle precedenti campagne dell’epoca delle conquiste coloniali, ba-
sate sullo sfruttamento della superiorità tecnica ed operativa sull’avversario, da far valere in
scontri risolutivi.
Anche i sottotemi concernenti la mobilitazione a fini militari della società ed all’impat-
to delle guerre sui civili sono stati ampiamente trattati, con relazioni sulla Bulgaria ed il
Giappone durante la seconda guerra mondiale, la Cina durante la guerra con il Giappone
degli anni ‘30 e ‘40, i rifugiati in Corea durante la guerra del 1950-53, la Finlandia durante
la seconda guerra mondiale, il controllo dei consumi in italia nei due conflitti mondiali, la
Romania tra le due guerre mondiali e durante la Guerra Fredda, il Sudafrica dopo la secon-
da guerra mondiale, l’Unione Sovietica nel 1941, la Francia al momento della sconfitta del
1940. Quest’ultima relazione, che fa largo uso di fonti primarie, s’inserisce bene nella storio-
grafia su quella che per Marc Bloch fu la «strana disfatta» e per Charles Maurras la «divine
surprise», che provocò il crollo della detestata terza Repubblica e l’avvento al potere del
Maresciallo Pétain. Tema originale ed interessante è stato quello del tentativo d’imposizione
degli standard delle SS sui cittadini di ceppo tedesco negli Stati occupati dal terzo Reich.
Non poteva evidentemente mancare, in un Congresso a trieste, una relazione sulla tragedia
vissuta durante la seconda guerra mondiale e nell’immediato dopoguerra dalle popolazioni
italiane di Venezia Giulia, Istria e Dalmazia, vittime di azioni di sterminio e costrette ad un
esodo massiccio dalle loro terre; con rigore scientifico ed attente sfumature interpretative, è
stato quindi affrontato il tema delle foibe, prestando attenzione ai fattori etnici ed ideologici.
Una relazione ha considerato il Canada, che di fronte prima alla Guerra Fredda poi oggi alle
missioni di peace enforcement e di lotta al terrorismo, ha dovuto mettere in discussione la sua
identità di società «non militarista».
Un altro dei sottotemi di particolare interesse in una visione di lungo periodo, l’impatto
demografico dei conflitti, ha visto due importanti relazioni sulla Russia, che ancora risente
le conseguenze delle immani perdite della seconda guerra mondiale, e la tunisia nel XX
secolo.
Dopo il 1918, nel quadro di relazioni internazionali sempre meno eurocentriche, si è
evidentemente allargato l’ambito geopolitico delle relazioni. alcune hanno trattato di Pa-
esi che anche grazie alla dimensione militare hanno acquisito maggiore coscienza politica,
avviandosi all’indipendenza, come Marocco, Senegal e Tunisia. Nel caso del Marocco la
relazione ne esamina la partecipazione alla seconda guerra mondiale a fianco della Potenza
che vi esercitava il protettorato, mentre per la tunisia si pone l’accento sulla resistenza nei
confronti della Francia. Altre relazioni hanno affrontato i problemi di conflitti interni al Terzo
Mondo: Camerun, Ciad, Somalia.

