Page 321 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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sull’assistenza sanitaria nell’esercito e nella marina spagnoli visti tramite la biografia di due
grandi chirurghi vissuti l’uno nel Cinquecento e l’altro tra Sette e ottocento insiste su un
processo, che appare per un certo verso alternativo e speculare al precedente, vale a dire,
al posto della militarizzazione della società civile, la ‘civilizzazione’ della guerra grazie ad
un’assistenza sanitaria sempre più efficace.
Quattro relazioni hanno anticipato il tema del XXXV Congresso, La guerra in età napo-
leonica. Mentre tre di esse hanno riguardato la penisola iberica (in particolare il Portogallo
tra il 1807 e il 1809, le città spagnole assediate dai francesi tra il 1808 e il 1814 e l’Andalusia
sotto il tallone di ferro del maresciallo Soult tra il 1810 e il 1812), la quarta ha preso in consi-
derazione il tema più generale dei rapporti tra la logistica e la società civile in quella fase sto-
rica, una questione che assunse una valenza specifica nel caso iberico a causa principalmente
del carattere popolare della guerra e dell’intervento inglese dal mare e per terra. l’assedio e
il suo impatto sulle popolazioni civili è al centro anche di un intervento su Parigi all’epoca
della guerra franco-prussiana, vale a dire nel 1870-71.
tutte e tre le relazioni concernenti gli ultimi vent’anni del XiX secolo e l’alba del XX
si occupano di teatri di guerra a vario titolo coloniali, la tunisia all’epoca dell’occupazione
francese del 1881-83, la Somalia sotto l’influenza britannica e italiana e la repressione della
rivolta del ‘Mad Mullah’(1899-1920) e il Sud Africa all’epoca della guerra anglo-boera del
1899-1902: da una parte due casi che si possono ricondurre, al di là delle indubbie differenze,
sotto la categoria della guerriglia, dall’altra quello di un conflitto che assunse forme assai
diverse, dalla guerra (quasi) convenzionale alla guerriglia, e che ebbe soprattutto conseguen-
ze particolarmente devastanti per la popolazione civile a causa delle tecniche repressive (i
campi di concentramento) adottate dagli inglesi.
Come è noto, la prima guerra mondiale fu anticipata per certi aspetti − in particolare per
un atteggiamento delle autorità militari dai tratti aspramente vessatori nei confronti delle
popolazioni civili − dalle guerre balcaniche del 1912-13. Una relazione ha analizzato uno dei
contesti a monte di queste ultime guerre, l’organizzazione e le attività del movimento elleni-
co durante la lotta per la Macedonia (1904-08). La maggioranza degli interventi sulla Grande
Guerra è stata calamitata dalla situazione dell’Austria-Ungheria: è stata studiata l’occupazio-
ne militare italiana del territorio etnico sloveno e l’impiego dei militari in compiti di ordine
pubblico (in particolar modo la repressione degli scioperi), nella requisizione dei viveri e
nella lotta contro gli ammutinamenti e la diserzione delle stesse truppe sia in austria che in
Ungheria. Una relazione ha gettato ulteriore luce sul contributo − in uomini e in materie pri-
me − della colonia del Senegal allo sforzo militare francese. Anche un paese rimasto neutrale
durante la Grande Guerra, la Spagna, è stato preso in considerazione per quel che riguarda il
servizio d’informazione italiano e la sua utilizzazione di civili e di militari.
Il fondamentale tema dell’impatto demografico della Grande Guerra è stato affrontato in
due relazioni di taglio comparativo, accomunate dal fatto di adoperare quale pietra di para-
gone il secondo conflitto mondiale, l’una relativa alla Tunisia e l’altra alla Russia-Unione
Sovietica. Un confronto ‘aperto’ tra le due guerre mondiali (il sottotitolo recita: «continuità
o rottura?») è stato condotto anche per quel che riguarda i crimini di guerra tedeschi. Infine,
è stata presentata, sfortunatamente postuma, una relazione sulle politiche di controllo dei
consumi in italia nel corso di entrambe le guerre mondiali.
Nella divisione del lavoro concordata con il Prof. Del Negro, pur in una visione comples-

