Page 9 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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Le Nazioni Unite e la protezione delle popolazioni civili,
dai documenti alle azioni
ENrICo MAGNANI
La protezione delle popolazioni nel corso di conflitti e’ un fenomeno relativamente recen-
te, ma e’ cresciuto parallelamente con la maggiore letalita’ degli armamenti e i primi passi
della costituenda comunita’ internazionale. Il tema fu discusso nelle Conferenze della Pace
dell’aja, ma in maniera marginale e indiretta, relativa all’uso di armamenti e tecniche bel-
liche (armi chimiche, bombardamenti aerei e proiettili a frammentazione), per gli effeti che
potevano avere sulle popolazioni civili.
La fine del primo conflitto mondiale vide un impegno massiccio a favore delle popola-
zioni civili coinvolte in una guerra soprattutto quando, a fronte della drammatica situazione
umanitaria delle popolazioni civili delle Potenze Centrali stremate da tre anni di blocco, gli
alleati e associati istituirono un comitato per gli approvvigionamenti che avvio’ una prima
ripresa della fornitura di prodotti alimentari, ma era una azione estemporanea.
Nel giugno 1921, il Consiglio della Societa’, pressato dalla Croce Rossa internazionale
e da altre organizzazioni, creò un’organizzazione per i profughi, la cui direzione fu affidata
all’esploratore norvegese Fridtjof Nansen (che aveva concluso con successo il rimpatrio di
oltre 500.000 prigionieri di guerra, sempre su incarico della Societa’), con il titolo di alto
commissario, gesti’ lo spostamento dei cittadini greci, armeni, assiri e turchi a seguito degli
accordi di Losanna, (quasi 2.000.000 di persone). Nel 1925 Nansen elaboro’ un programma
per la costituzione di focolare nazionale per gli Armeni; fu possibile spostare solo 10.000 di
essi nella armenia sovietica e 40.000 in Siria e libano, ma non entro’ nella gestione, ricollo-
cazione e protezione delle popolazioni civili colpite dalla ridefinizione delle frontiere in altre
aree, come nel caso di quelle tedesche (circa 700.000 di essi emigrarono dalla Polonia tra il
1920 e il 1926). Alla morte di Fridtjof Nansen nel 1930, l’Ufficio dell’Alto Commissariato
per i Profughi diventò l’Ufficio Internazionale Nansen per i Profughi e ricevette il Premio
Nobel della Pace nel 1938 (1). L’Ufficio Nansen restò attivo nel corso del secondo conflit-
to mondiale, diventando organizzazione internazionale per i profughi, creata dall’ONU nel
1947 e nel 1951 sostituita dall’Alto Commissariato ONU per i Rifugiati.
L’imperativo umanitario non previsto
le crisi del secondo dopoguerra hanno come corollario un doloroso seguito nelle pesan-
tissime sofferenze verso le popolazioni civili, colpite in maniera scientemente in maniera cre-
scente, per indebolire la capacita’ della controparte. Di fronte a questa situazione, che e’ in
tempi recenti ha preso aspetti apocalittici, le Nazioni Unite hanno tentato di rispondere con
una panoplia di azioni e organismi, adattandoli il meglio possibile, secondo i termini politici,
legali e operativi dei mandati erogati dagli organismi decisionali dell’organizzazione (in primis
il Consiglio di Sicurezza e l’Assemblea Generale), operando attraverso strutture civili, militari,
gestendole direttamente o delegando tale attivita’ alle cosiddette coalition of willing.

