Page 13 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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          della lead-nation ex post facto senza possibilita’ di verificare la rispondenza dello spirito e
          della lettera sul terreno. La inopportunita’ del prolungato mantenimento di una forza di tali
          dimensioni e il ritiro delle forze irachene dalla regione, mutarono sostanzialmente il quadro
          operativo e trasferirono la gestione delle operazioni di assistenza umanitaria al sistema ONU,
          in primis all’UNHCR, che nel quadro piu’ ampio delle sue attivita’ i in iraq, sottoposto ad
          embargo, mantenne una specifica presenza e funzione nel Kurdistan iracheno. Per comple-
          tezza si vuole citare che, in occasione del dispiegamento della forza internazionale in Turchia
          ed Irak settentrionale, si pose il problema del soccorso ai profughi curdi che si erano rifugiati
          in Iran sempre per sfuggire alla repressione di Baghdad. Il governo di Teheran aveva diffi-
          coltà nell’assistere questi profughi e chiese un aiuto internazionale ma impose regole molto
          rigide, quali personale militare di un paese neutrale, rigorosamente disarmato, con personale
          femminile (per l’assistenza a donne e minori) che si sarebbe dovuto adeguare alle regole
          locali (capo coperto ed abiti lunghi). Le Nazioni Unite ottennero la disponibilità dell’Austria
          che inviò, utilizzando aerei civili noleggiati, l’UNaFHiR (UN austrian Field Hospital in
          Iran) (12). Le operazioni di soccorso alle popolazioni curde del nord dell’Iraq, dopo il riti-
          ro della CJTF Provide Comfort, presentarono un rilevante problema di sicurezza per l’UN
          High Commissioner for Refugees, responsabile dei campi profughi, e dall’UNIHAP (UN
          Interagency Humanitarian Assistance Program), che coordinava l’azione umanitaria delle di-
          verse agenzie ONU e nongovernative in quella regione. Dal luglio 1991 l’Alto Commissario
          schierò l’UNGCI (UN Guards Contingent in Iraq) (13). Gli agenti dell’UNGCI ricevettero
          successivamente la responsabilità della sicurezza delle installazioni ONU in tutto l’Irak ed
          e’ stato posto sotto la giurisdizione dell’UNOIP (UN Office of Iraq Program) sino al 2003,
          quando ha terminato la sua missione.
             Ex Iugoslavia - Le operazioni ONU nell’ex Iugoslavia sono stato il primo esempio di
          una operazione di peacekeeping il cui CONOPS (Concetto operativo) ruota intorno non solo
          alla supervisione della tregua e/o alla separazione di forze contrapposte, ma ha una parte
          importantissima, nella protezione delle popolazioni civili. Questo salto qualitativo avviene
          per il particolare contesto del conflitto iugoslavo, dovuto alla implosione di una struttura
          federale/federativa precaria che non era riuscita a limare divisioni etniche, poltiiche, socilai,
          culturali e religiose. inoltre questa operazione e’ stata condotta in prima facie dall’oNU con
          lo schieramento di una forza di caschi blu apparentemente imponente, arrivando a quasi
          60.000 unita’, tuttavia senza capacita’ di deterrenza aerea (se non nelle ultime fasi, messo a
          disposizione dalla NATO) e un blocco navale/fluviale esercitato dalle forze NATO/UEO; ma
          senza una effettiva capacita’ giuridica e operativa di agire; le forze ONU hanno operato per
          lungo tempo nell’ambito del capitolo VI della carta dell’ONU, che lascia l’uso della forza so-
          lo come extrema ratio, solo per autodifesa e in misura proporzionata all’offesa ricevuta e solo
          nelle fasi piu’ drammatiche il Consiglio di Sicurezza ha modificato la nautra delle sue riso-
          luzioni in merito colloncandole nell’ambito del Capitolo VII (14) della Carata dell’ONU. il
          cambiamento registra le evoluzioni della dottrina, a cominciare dall’acronimo, UNPRoFoR
          (Forza di Protezione delle Nazioni Unite), che racchiudeva un doppio profilo eoperativo e
          di missione: 1) operazione provvisoria che mira a creare le condizioni di pace e di sicurezza
          necessarie al negoziato d’ un regolamento d’ insieme della crisi iugoslava; 2) vegliare su zone
          protette (UNPAs) in Croazia (15). Per ottemperare a questo mandato si cerco’ di costituire un
          apparato militare dotato di credibile deterrenza (16). Nel 1992, a seguito dell’estendersi degli
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