Page 11 - Conflitti Militari e Popolazioni Civili - Tomo II
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          alla integrita’ del Libano e di vigilare sul cessate-il-fuoco tra le varie parti armate operanti
          nell’area. Nel 1982, a seguito di un attentato terroristico contro la propria rappresentanza
          diplomatica in Francia, Israele lancia una offensiva contro i santuari palestinesi in Libano, e
          attraversa la zona presidata dall’UNIFIL; da allora e sino al luglio 2000, quando gli israeliani
          si ritirano dal libano, l’UNiFil opera in una area dove si succedevano scontri violentissimi
          tra forze israeliane, milizie locali ad esse alleati, milizie libanesi e palestinesi. Sino al 2000
          l’interazione dell’UNIFIL con le popolazioni civili fu limitata ad attivita’ di assistenza uma-
          nitaria per le comunita’ collocate vicino alle proprie basi, ma non di protezione sistematica.
          Tuttavia in casi di emergenza, alcune installazioni hanno aperto le loro porte a civili in fu-
          ga dai combattimenti e in questo quadro si registra il tragico incidente di Qana nell’aprile
          1996 quando migliaia di civili trovarono rifugio in una base dell’UNIFIL, che venne colpita
          dall’artiglieria israeliana causando un centinaio di morti. Nel luglio 2000, a seguito del ritiro
          delle forze israeliane entro i propri confini nazionali, l’UNIFIL si e’ riposizionata sul lato
          libanese della frontiera, la cosiddetta ‘Linea Blu’. In questa fase, durata sino all’estate del
          2006, l’UNIFIL ha svolto una funzione di supplenza civile soprattuto verso alcune comunita’
          libanesi (quelle cristiane maronite) a causa del persistente rifiuto da parte del governo di Bei-
          rut di svolgere alcune delle funzioni tipiche dello stato, mentre per le comunita’sciite tali fun-
          zioni gia’ da tempo erano svolte dal movimento degli Hezbollah, in aperta antitesi al governo
          libanese. tale supplenza e’ stato in qualche misura una attivita’ obbligata visto che il governo
          libanese non ha fatto nulla, nonostante i pressanti inviti delle Nazioni Unite, per ristabilire
          la propria sovranita’ (e quindi la tutela) verso le proprio popolazioni medesime (6). Nella
          sua piu’ recente riconfigurazione, l’UNIFIL, secondo la UNSCR 1701 (2006) dell’11 agosto
          2006 (7), in ossequio alla dottrina prevalente, oltre alla applicazione degli aspetti militari
          della risoluzione, vede la formalizzazione di un impegno nella protezione delle popolazioni
          civili libanesi contribuendo ad una cornice di sicurezza per il loro accesso agli aiuti umanitari
          e al reintro di profughi e rifugiati. Nell’UNIFIL e’ stato costituita una sezione affari civili, a
          livello di comando della Forza, che coordina le sezioni CIMIC dei vari contingenti nazionali.
          la costituzione di tale entita’, in ossequio alla dottrina prevalente, risale anche alla ampiezza
          delle necessita’ di assistenza alle popolazioni civili libanesi toccate dalle operazioni militari
          (1.200 morti, 1.000.000 di sfollati, 15.000 abitazioni, 140 ponti distrutti, vaste aree infestate
          da oggetti esplosivi di vario tipo, quali cluster bombs, e mine e seri danni ambientali) (8).
          Il caso della evoluzione mandataria dell’UNIFIL tra il 1978 e il 2006 riflette le problemati-
          che giuridiche e operative dell’oNU, considerando che il mandato incluso nella risoluzione
          approvata del Consiglio di Sicurezza e’ un punto assai sensibile, la cui mutazione e’ sempre
          soggetta a molte resistenze, una volta che e’ stato approvato.


          i nuovi confLitti, L’emergenza umanitiaria e iL diritto d’ingerenza
             Kurdistan Iracheno - la sconfitta irachena in Kuwait scatenò l’insurrezione delle popo-
          lazioni curde, ma in pochi giorni venne schiacciata dalle forze di Baghdad con un bagno di
          sangue e solo la minaccia da parte della coalizione di riprendere le operazioni militari sospe-
          se il genocidio, ma il 2 aprile 1991 la turchia chiese l’aiuto internazionale per l’emergenza
          umanitaria che si stava profilando a causa dell’arrivo in anatolia orientale di decine di mi-
          gliaia di profughi in fuga dalle persecuzioni. L’ONU, oltre ad inserire provvedimenti a favore
          delle popolazioni curde dell’Iraq nella UNSCR 687 (9), ne varò una specifica, la UNSCR
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