Page 311 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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DALLE BATTAGLIE DELLA CIRENAICA
ALLO SBARCO ALLEATO IN MAROCCO
MARIO MONTANARI
Il teatro d'operazioni del Mediterraneo all'inizio del 1942
L'autunno 1941 aveva visto la crisi più forte in tema di invio di ri-
fornimenti dall'Italia alla Libia. In novembre il 62% dei rifornimenti via
mare dell'Asse era colato a picco ad opera delle forze aeree e navali di
base a Malta. Se l'isola aveva sempre costituito un problema -la cui so-
luzione, oscillante fra l'occupazione e la neutralizzazione, era stata di con-
tinuo rimandata per indisponibilità di mezzi da parte italiana e per una
certa indifferenza di fondo da parte tedesca - adesso si era mutata in
un ostacolo di prima grandezza.
Diciamo subito che, pur essendo ormai da tempo miseramente e me-
ritatamente tramontato il concetto di "guerra parallela", la situazione era
migliorata soltanto di poco, perché i rapporti con la Germania non pote-
vano consentire che una ''guerra subordinata'' e quelli con gli alleati minori
non esercitavano un gran peso sul problema militare italiano. Il modello
di subordinazione con Berlino, cui si improntavano detti rapporti, deri-
vava da motivi psicologici, economici e militari. Dove l'Italia conservava
il comando e la responsabilità - Mediterraneo ed Africa settentrionale
- la Germania faceva atto di presenza attiva, dimostrando la sua indi-
spensabilità, ma con aria sufficiente, poco disposta a coinvolgimenti che
la distraessero dai "suoi" fronti europei.
Così, soltanto quando fu costretta a riconoscere a denti stretti come
il potenziamento della base di Malta avesse creato una situazione "sehr
kritisch" per l'alimentazione della lotta in Cirenaica (1), Hider decise di por-
(l) Eddy Bauer, "Malta et Nafta. Comment l'Axe perdit la guerre en Méditerranée",
in Revue de Défense Nationale, luglio 1952, p. 478.
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