Page 314 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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Comunque, Mussolini vide con estremo favore  l'accordo raggiunto
               con la delegazione francese (9)  e volle forzare la mano a Hider. In una lun-
               ga lettera  del  29  dicembre  sottolineò  che per far  giungere  a  Tripoli  un
               convoglio di quattro navi, cioè per proteggere il viaggio di 20.000 tonnel-
               late di materiali, erano state impiegate 100.000 tonnellate di navi da guerra
               con un consumo proibitivo di nafta. Di conseguenza, per evitare di per-
               dere la Tripolitania e per riprendere la Cirenaica occorreva affrontare il
               problema della  Tunisia.  E  proseguì:

                       "Non  vi sono  che  due  vie per raggiungere il nostro  scopo  che  è quello  di
                       poter liberamente disporre delle basi francesi in  Tunisia: o la via degli ac-
                       cordi o quella della forza.  Naturalmente bisogna fare tutto il possibile per
                       realizzare ciò attraverso un accordo.  La Francia non darà nulla per nul-
                       la.  Chiederà  delle contropartite in sede di armistizio e certe facilitazioni
                       di ordine militare per difendersi.  Credo fermamente che il gioco valga que-
                       ste  candele ...
                       Se i Francesi  respingessero  qualsiasi accordo  -  anche il più generoso  -
                       io vi dichiaro,  Fiihrer,  che preferisco portare le mie divisioni corazzate in
                       Tunisia, piuttosto che veder/e sparire in fondo  al mare sulla rotta di Tri-
                       poli.  In tesi generale,  io penso che bisogna trovare il modo di chiarire l'at-
                       teggiamento  della  Francia  nei  nostri  riguardi ... '' < 10>.

                    La  risposta di Hider fu cauta ed evasiva insieme. A suo avviso, fin-
               ché la  Francia non avesse dimostrato in modo concreto di mettersi dalla
               parte dell'Asse appariva preferibile soprassedere ad iniziative. Il pensiero
               tedesco era tuttavia chiaro:  nessuna intenzione di "alleggerire"  le clausole
               di armistizio con la Francia, non ritenuta tra l'altro in buona fede,  e nes-
               suna intenzione di suscitare vespai nell'Impero francese con atti di forza,
               per giunta dispersivi (11).
                    Nel frattempo la situazione nel Mediterraneo si era improvvisamen-
               te volta a vantaggio dell'Asse. A parte l'affondamento della portaerei Ark
               Royal e della corazzata Barham (rispettivamente 12 e 24 novembre 1941),
               il16 dicembre la "Forza K" di Malta aveva subito forti danni incappando



                (9)  I risultati pratici dell'accordo furono  in realtà assai  modesti e limitati  al periodo
                    20 gennaio- 15  aprile  1942.
               (10)  Archivio Ufficio Storico Stato Maggiore dell'Esercito  (d'ora in poi A.U.S.S.M.E.)
                   Diario  Cavallero,  data  29.12.1941.
               (11)  D.D.I.  cit.,  doc.  n.  80.


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