Page 318 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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portanza dell'isola. Tutti gli alti esponenti militari italiani e tedeschi, so-
prattutto tedeschi, che nell941 e nell942 mostrarono noncuranza o scet-
ticismo o esitazione, in seguito dovettero ammettere l'errore della rinuncia
a Malta nell'estate 1942.
Anche Churchill convenne sulla sua importanza decisiva:
"L'interdipendenza tra la situazione di Malta e le operazioni nel Deserto
non apparve mai così chiara come nel 1942; l'eroica difesa dell'isola in
quell'anno costit~-tì la chiave di volta della lunga lotta per la difesa delle
nostre posizioni in Egitto e nel Medio Oriente. Negli accaniti combattimenti
terrestri nel Deserto Occidentale la vittoria fu quasi sempre strappata di
strettissima misura e dipese spesso dal ritmo col quale i rifornimenti poteva-
no affluire per mare ai due avversari" 07).
Possiamo ben indicare in Hitler il primo responsabile di quello che
Kesselring chiamò "un colpo mortale per l'intera campagna in Africa settentrio-
nale" 0 8>. Il feldmaresciallo von Manstein, che pure non considerò decisi-
va nella lotta contro la Gran Bretagna una gravitazione dello sforzo
strategico tedesco nel teatro del Mediterraneo, riconobbe nondimeno che:
"in ogni caso l'errore capitale fu di non prendere Malta, ciò che sarebbe
stato assolutamente possibile (s'intenda, per uno sforzo comune itala-
tedesco -N.d.A.} agli inizi. Questo errore, a conti fatti, ebbe un'impor-
tanza decisiva per la perdita finale dell'Africa del Nord con tutte le sue
conseguenze" 09).
Hitler, che "non impegnò mai le forze necessarie al momento opportuno" < 20>,
esitò a lungo. In extremis si lasciò persuadere dall'ammiraglio Raeder, è ve-
ro, ma lo fece con una riserva mentale: che la Luftwaffe sarebbe riuscita
a paralizzare l'isola, cosicché essa sarebbe caduta da sé.
Peraltro occorre riconoscere che fatalità volle che l'Operazione "C 3 ",
una volta giunta a maturazione, sia venuta a confronto con due problemi
creati dalle circostanze in successione di tempi: la conquista di Tobruk
e lo sfruttamento del successo. Prima ci fu il dilemma: Malta o Tobruk?
poi quello: Malta o Alessandria?
(17) Winston Churchill, Storia della seconda guerra mondiale, Parte IV, vol. l, Mondadori,
Milano, 1951, p. 346.
(18) A. Kesselring, op. cit., p.128.
(19) Erich von Manstein, Victoires perdues, Plon, Paris, 1962, p. 119.
(20) Ibidem.
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