Page 320 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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simile riduzione di forze aeree uno sbarco a Malta sarebbe diventato pres-
                 soché proibitivo, Kesselring replicò assicurando di poter, per quell'epoca,
                 mettere  insieme  con  opportuni  spostamenti  un  complesso  di  aerei  pari
                 all'80-90%  di  quello  attuale.
                     Venendo poi a parlare del fronte cirenaica, il Feldmaresciallo osser-
                 vò  che con  l'arrivo di una quarantina di  carri da  58 tonnellate, del tipo
                 più moderno < 2 5>,  promesso da Hitler, Rommel non avrebbe trovato alcuna
                 difficoltà a battere le truppe mobili britanniche attorno a Tobruk. Il collo-
                 quio si  chiuse con il concorde parere che "il primo obiettivo deve essere costi-
                 tuito  da  Malta"  e  che  occorreva tenersi  pronti a  passare rapidamente al
                 contrattacco in Cirenaica per l'eventualità che il nemico nel frattempo sfer-
                 rasse  un'offensiva  contro  l'armata  italo-tedesca < 2 6>.
                     !129 aprile ebbe luogo a Klessheim l'incontro militare ad alto livello
                 e Cavallero presentò al feldmaresciallo Keitelle richieste concrete: una di-
                 visione paracadutisti, una cinquantina di natanti,  200  'Junkers" da tra-
                 sporto ed una cinquantina di alianti, 400 tonnellate di nafta e  12.000 di
                 benzina.  Come era prevedibile, Keitel dimostrò l'impossibilità di fornire
                 entro ristretti margini di tempo quanto domandato. Di conseguenza non
                 si  poteva neppur pensare di attuare l'impresa a metà giugno "e allora ap-
                pare indispensabile dare  la precedenza  all'azione in  Libia per annientare  le forze
                 mobili Inglesi davanti a Tobruk" (27>.  D'altronde Rommel aveva garantito es-
                 ser  sufficienti  un  paio  di  settimane < 28>.
                     La  discussione  venne  ripresa  il  giorno  successivo  a  Berchtesgaden,
                 presenti  Mussolini,  Hitler  e  Kesselring.  E  l'intervento  di  quest'ultimo
                 si mostrò determinante. Convintissimo che i prossimi obiettivi dovessero
                 essere  costituiti  da  Malta  e Tobruk,  entrambi indispensabili,  ed  inizial-
                 mente  orientato  a  conferire  la  precedenza  all'isola,  finì  per  appoggiare
                 le  proposte di  Rommel di  effettuare per prima l'offensiva terrestre,  pro-
                 prio  considerando  le  anzidette temporanee  remore < 2 9>.  Dopo  la  vittoria


                 (25)  Probabilmente si trattava del "Tigre" da 55 tonnellate, con pezzo da 88, che entre-
                     rà in linea  alla  fine  del  1942 in  Russia  e all'inizio  del  1943  in Tunisia.  Peraltro,
                     di tali carri non si parlò più ed invece da parte tedesca si accennerà a carri sovietici
                     di  preda  bellica.
                 (26)  A.U.S.S.M.E.,  Diario  Cavallero,  data  21.4.1942.
                 (27)  Ibidem,  data 29.4.1942, riassunto colloquio Cavallero- Keitel; A.U.S.S.M.E., Fon·
                     do  L.  13,  racc.  44,  cart.  13.
                 (28)  Il18 marzo Rommel, di passaggio a Roma, caldeggiò con Mussolini l'occupazione di
                     Malta  con  precedenza su Tobruk,  ma,  ove  i preparativi per l'Operazione  "C  3"
                     avessero richiesto tempi lunghi, si era dichiarato disposto ad attaccare Tobruk per
                     prima  (A.U.S.S.M.E.,  Diario  Cavallero,  data  18.3.1942).
                 (29)  A.  Kesselring,  op.  cit.,  p.  121-122.


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