Page 325 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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forze al di là della stretta indicata [el-Alamein- N.d.A.} alla situazione, soprat-
tutto mediterranea". In sostanza, la stretta di el-Alamein era presentata co-
me traguardo dello sfruttamento del successo e nello stesso tempo quale
base di partenza per la futura offensiva che avrebbe avuto il Canale come
obiettivo finale. Rommel non si lasciò impressionare dalle notizie contrad-
dittorie che pervenivano sulla battaglia in corso a Matruh e chiarì le sue
intenzioni: "Per adesso arriverò ad el-Alamein, ma gli obiettivi sono altri: Ales-
sandria, Cairo, Nilo. Se l'armata riuscirà a superare la stretta di el-Alamein, cosa
che credo, il 30 giugno [cioè quattro giorni dopo! - N.d.A.} sarò al Cairo".
Poi, abbozzando un sorriso, aggiunse: "Vi aspetto là. Potremo parlare con più
comodo" (39).
Il 30 giugno cominciò invece la prima battaglia di el-Alamein e tre
giorni dopo "ognuno si rese conto che l'offensiva iniziata il26 maggio, e che aveva
riportato così spettacolose vittorie, era purtroppo giunta alla fine'' < 40>. Mentre si
poneva per il Comando Supremo e per l' O.K.W. il problema urgentissi-
mo di rimettere in sesto l'Armata corazzata italo-tedesca (A.C.I. T.), la si-
tuazione operativa non era affatto considerata compromessa. Il 7 luglio
Cavallero, giudicando che l'A.C.I.T. avesse un margine di vantaggio an-
cora per una ventina di giorni, dispose la trasformazione dell'Operazione
"C 3" in Operazione "C 4" (occupazione della Tunisia) < 4 1), da attuare
però solo alla conclusione della battaglia del Delta, che Mussolini aveva
ordinato di preparare in un lasso di tempo "numerato a settimane" < 42>.
Resistere ad el-Alamein o ritirarsi?
La seconda delle tre battaglie di el-Alamein, quella di Alam Haifa,
fece toccare con mano a Rommel che "era tramontata l'ultima occasione di
occupare il Canale di Suez" < 4 3>. Fu impressionato dalla massiccia prepon-
deranza della Royal Air Force e soprattutto dalla palese impossibilità di un
adeguato incremento delle aviazioni italiana e tedesca a sua disposizione.
Fu impressionato dall'impensabile disponibilità di munizioni dell'artiglieria
britannica,- già conosciuta per le ottime qualità del materiale e la superiore
(39) A.U.S.S.M.E., Diario Cavallero, data 26.6.1942. Cfr. le memorie del maresciallo Ba-
stico nel settimanale Tempo, n. 50, del 9.12.1958.
(40) Friedrich von Mellenthin, Panzer Battles, Casse], London, 1955, p. 162.
(41) A.U.S.S.M.E., Diario Cavallero, data 7.7.1942.
(42) Ibidem, data 19.7.1942.
(43) Erwin Rommel, Guerra senza odio, Garzanti, Milano, 1959, p. 231.
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