Page 329 - L'Italia in guerra. Il terzo anno 1942 - Cinquant'anni dopo l'entrata dell'Italia nella 2ª Guerra Mondiale: aspetti e problemi
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"Allora, dopo i successi conseguiti, era logico pensare di esser giunti almo-
mento di poter agire sulla base del presupposto che ogni audacia fosse non
soltanto possibile,- ma addirittura doverosa" (46>.
Sta di fatto che l'ottimismo in campo logistico apparve assolutamen-
te ingiustificato dopo la battaglia di Matruh. Checché si potesse argomen-
tare, anche un cieco si sarebbe accorto che l'ansimante supporto logistico
non poteva consentire all'A.C.I.T. di arrivare ad el-Alamein in accettabili
condizioni di efficienza. Soltanto un'esigua aliquota di truppe poteva es-
sere spinta avanti per sfondare di slancio "l'ultimo sbarramento che i britan-
nici potevano opporre alla nostra avanzata", come si espresse Rommel C 47>. Ma
quell'aliquota era insufficiente. Lo stesso Navarini, che ricevette il compi-
to di spingersi su el-Daba, dovette ammettere:
''La tremenda usura subìta da tutti i reparti, una volta raggiunta Marsa
Matruh, avrebbe dovuto costituire una seria remora per il proseguimento
dell'offensiva. Per agire a fondo, come fu fatto, bisognava avere almeno
la certezza che il nemico fosse effittivamete ridotto alle poche forze superstiti
dell'VIII Armata. Ciò non era" (4 8>.
Rommel dapprima poco curò questo fattore, considerandolo di esclu-
siva competenza italiana, poi riversò su di esso l'intero fallimento della
disperata corsa in Egitto.
Qualche parola, infine, sulla battaglia di el-Alamein, uno degli scon-
tri "decisivi" della storia. Secondo il maresciallo Alexander, la I Armata
americana ed il II Corpo americano non avrebbero mai potuto conquistare
senza aiuti Tunisi e Biserta C 4 9>. In altri termini, el-Alamein aiutò l'Ope-
razione "Torch" (lo sbarco Alleato nel Nordafrica francese) perché l'VIII
Armata sconfisse nettamente l'A. C.I.T. e fu in grado di procedere verso
occidente e dare, così, una mano agli anglo-americani; l'Operazione "Torch"
non aiutò la battaglia di el-Alamein perché successiva, perché rappresen-
tava una minaccia a troppo lunga scadenza e perché da sola non sarebbe
pervenuta nemmeno a Tunisi. Per converso, si deve ammettere che anche
se l'offensiva del generale Montgomery fosse fallita nell'intento di distruggere
l'A. C.I.T., l'affermarsi di "Torch", avrebbe ben presto costretto Rommel
a retrocedere, tallonato passo a passo da Montgomery fino in Tripolitania.
(46) A.U.S.S.M.E., relazione del generale Navarini dell'aprile 1943.
(47) E. Rommel, op. cit., p. 180.
(48) A.U.S.S.M.E., relazione Navarini, cit.
(49) Harold Alexander, Memorie, Garzanti, Milano, 1963, p. 43.
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